Non era sua la cocaina trovata Assoluzione-bis per Mandara

3 Dicembre 2017

CARSOLI. Non si può provare che la cocaina fosse la sua. La Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato l’assoluzione per Vincenzo Mandara, 49 anni, di Carsoli. L’uomo era accusato di aver nascosto 120...

CARSOLI. Non si può provare che la cocaina fosse la sua. La Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato l’assoluzione per Vincenzo Mandara, 49 anni, di Carsoli. L’uomo era accusato di aver nascosto 120 grammi di polvere bianca in casa mentre si trovava agli arresti domiciliari. Mandara era stato assolto in primo grado dal tribunale di Avezzano per non aver commesso il fatto. Il marsicano, che stava scontando ai domiciliari una pena di sei mesi, si trovava a passeggio nel centro di Carsoli e alla vista dei militari si era dileguato, insospettendo la pattuglia. I carabinieri erano andati nella sua abitazione e in un piccolo vano avevano trovato due involucri contenenti circa 60 grammi di cocaina ciascuno. L’uomo era poi stato rimesso in libertà perché, come sostenuto dal suo difensore Antonio Milo, non poteva dirsi con certezza che la droga fosse sua. Motivazione che aveva portato alla prima assoluzione. Il procuratore della Repubblica di Avezzano aveva impugnato la sentenza chiedendo che venisse riformata con una pena di 3 anni e 6 mesi. La Corte d’Appello (collegio presieduto da Aldo Manfredi) ha confermato l’assoluzione accogliendo la tesi dell’avvocato Milo. (r.rs.)
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