Non hanno rispettato i divieti Denunce in Procura per 432

26 Marzo 2020

Controllate oltre 12mila persone tra l’11 e il 24 marzo. Due sono finiti in cella per altri reati Blitz interforze anche in 3.637 esercizi commerciali. Ci sono state in tutto dieci sanzioni

L’AQUILA. Il coronavirus lo si combatte anche tenendo a casa la gente che non ha motivo a star fuori. E in tal senso si è scatenata un’offensiva delle forze dell’ordine che, coordinate dalla prefettura, hanno via via aumentato i loro controlli sulle strade con risultati significativi.
I DATI. I dati, dall’11 marzo fino al 24 marzo compreso, danno l’idea del lavoro svolto. Il 24 marzo, in particolare, polizia, carabinieri, finanza, polizia provinciale e polizie municipali della provincia hanno effettuato sul territorio provinciale 1.160 controlli, con 27 persone denunciate per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, una persona denunciata per falsa attestazione o falsa dichiarazione sull’identità o su qualità personali proprie o di altri e sono stati 336 gli esercizi commerciali controllati: uno di essi è stato sospeso dall’attività.
DATI L’AQUILA. Per quanto riguarda L’Aquila, in particolare, la polizia municipale ha controllato 29 persone e tre sono state denunciate in quanto circolavano senza alcuna giustificazione. Una di queste ha dichiarato falsamente di essere in quarantena suscitando l’allarme degli agenti. Gli immediati accertamenti hanno assicurato che l’uomo, persona nota alle forze dell’ordine, non è in quarantena, per cui è stato denunciato. Questi dettagli sono stati resi noti ieri dal sindaco del capoluogo, Pierluigi Biondi, il quale ha ringraziato gli aquilani che «osservano diligentemente quello che viene chiesto loro». Nei giorni scorsi, del resto, altri trasgressori di queste norme si erano avvalsi, parlando la con polizia, di giustificazioni improbabili come quella di essere andato a Roma “per hobby” o di voler mangiare il kebab.
BILANCIO PROVINCIALE. Dall’11 marzo fino al 24 il monitoraggio interforze ha portato a controllare 12.412 persone nel territorio provinciale con 406 denunce per l’articolo 650 del codice penale per inosservanza di un provvedimento dell’autorità. Il giorno con il maggior numero di controlli è stato il 20 marzo, con 1.281 ispezioni mentre il 19 marzo è stato quello con il maggiore numero di sanzioni visto che sono state 54. Ci sono state, inoltre, 13 denunce alla Procura della Repubblica per violazioni degli articoli 495 e 496 del codice penale ovvero false attestazioni o dichiarazioni a un pubblico ufficiale. Ci sono state altre 13 denunce e due arresti per reati non connessi al contesto della prevenzione del coronavirus. Sono stati tanti anche i controlli negli esercizi commerciali, ben 3.637. Qui il rispetto delle regole sembra essere stato maggiore a fronte di sole sette denunce, due commercianti multati e un esercizio commerciale sospeso nella Marsica.
SANZIONI PENALI. Le sanzioni a carico delle persone denunciate, che sono al riparo da inasprimenti postumi, prevedono per la violazione di provvedimenti dell’autorità (art. 650 cp), l’arresto fino a 3 mesi o l’ammenda fino a 206 euro. Insomma si tratta di poca cosa. Molto più grave è la violazione degli articoli 495 e 496. Il primo punisce false attestazioni al pubblico ufficiale sull’identità, lo stato o altre qualità sue o di altre persone e si rischia da uno a sei ani di carcere. Il 496 punisce comportamenti simili al di fuori dei casi indicati nell’articolo precedente. La pena, se si è colpevoli, è simile: da uno a cinque anni di carcere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA