«Non paghi? Ti brucio l’auto»: 3 arresti

2 Giugno 2015

Vendette negli ambienti dello spaccio di droga. Altri nove indagati: contestati anche furti a raffica in aziende agricole

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Bruciavano o danneggiavano le auto a chi era indietro con i pagamenti delle dosi di cocaina e hascisc. O a chi metteva in atto concorrenza sleale sul locale mercato della droga. E si rendevano protagonisti di furti di ogni genere per comprare lo stupefacente che spesso finiva nelle tasche di insospettabili clienti. Un vero e proprio sistema delinquenziale, come lo ha definito il capitano dei carabinieri della compagnia di Avezzano, Enrico Valeri, che all’alba di ieri ha portato ad arresti e denunce. In carcere sono finiti i fratelli Ennio e Italo Cherubini, di 29 e 26 anni, commercianti di San Benedetto dei Marsi. Ai domiciliari si trova Luca D’Elia, 32 anni, mentre per P.B., 30enne, anch’egli di San Benedetto, è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.Altri otto giovani sono stati denunciati. Si tratta di A.M. di Celano, B.B. di Venere di Pescina, A.M. di Pescina, N.M., D.D. e A.D.S. di San Benedetto e di due marocchini, T.E.G. e M.E. Questi ultimi erano stati già fermati lo scorso autunno per una serie di furti.

I provvedimenti sono stati eseguiti dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Avezzano, agli ordini del tenente Marco Mascolo, insieme ai colleghi della stazione di San Benedetto dei Marsi e rinforzi provenienti da altri reparti della compagnia.

L’ordinanza di applicazione di misure cautelari è stata firmata dal gip del tribunale di Avezzano, Francesca Proietti, su richiesta del pubblico ministero Roberto Savelli.

Le indagini hanno avuto inizio nell’estate del 2014 quando San Benedetto dei Marsi fu teatro di una serie di incendi e atti vandalici commessi ai danni di veicoli di residenti. Ma episodi di violenza c’erano stati anche l’anno precedente. Eventi che avevano suscitato un grave e persistente allarme sociale nella popolazione. «Spesso e ingiustamente si è puntato il dito contro gli extracomunitari» ha evidenziato il capitano Valeri «e altrettanto spesso ci siamo trovati di fronte a vittime che invocavano giustizia a gran voce ma che mostravano un atteggiamento omertoso».

Almeno cinque gli attentati incendiari avvenuti di notte: tre a San Benedetto, uno a Pescina e l’altro a Collelongo. Venivano colpiti gli acquirenti della droga indietro con i pagamenti ma anche i loro familiari più stretti. E non solo. A volte si è trattato di vere e proprie faide per il controllo del mercato dello spaccio.

I sospetti dei carabinieri, grazie all’intuito del maresciallo Loreto Colabianchi, si sono concentrati sui fratelli Cherubini. Il loro coinvolgimento diretto nei roghi si è rivelato solo il coperchio del “vaso di Pandora”: i due, in stretta collaborazione con extracomunitari della zona, sono ritenuti autori di furti a raffica. Biciclette sportive professionali di alto valore, apparecchiature elettroniche, attrezzature agricole e veicoli da lavoro, come trattori e rimorchi, da smontare e riciclare: almeno una decina i colpi accertati in diverse località della Marsica. I proventi di tali attività erano riversati nell’approvvigionamento dello stupefacente. Ben 39 sono stati gli episodi di spaccio rilevati dai carabinieri. Episodi che hanno coinvolto, stando alla ricostruzione dei carabinieri, anche D’Elia e gli altri indagati.

Durante le fasi esecutive dell’arresto, i due fratelli, sottoposti a perquisizione personale e domiciliare, sono stati trovati in possesso di un ingente quantitativo di materiale di dubbia provenienza, attrezzi agricoli, materiale elettrico e da costruzione, risultati provento di furto e per il quale sono in corso accertamenti per l’individuazione dei lettimi proprietari.

Parte del materiale sarebbe stata rivenduta anche su siti on line specializzati.

La Procura ha disposto il sequestro di un furgone e di un’auto di proprietà dei fratelli arrestati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA