Noto neurologo trovato morto in casa

Il dottor Massimo Baldassarre (già consigliere comunale dell’Aquila) lascia la moglie e due figli. L’ipotesi del gesto estremo
L’AQUILA. Trovato morto nella sua abitazione di Paganica Massimo Baldassarre, di 70 anni, noto medico neurologo ed ex consigliere comunale dell’Aquila dal 1994 al 1998 col centrosinistra. A fare il tragico ritrovamento un familiare, che ha dato l’allarme. Vani tutti i tentativi di soccorrerlo. Sono stati avvisati anche i carabinieri. L’unica ipotesi investigativa in piedi è quella del gesto estremo. Il medico, che lascia la moglie Carla e due figli, Federico e Germana, ha operato per anni in ospedale, ed era molto conosciuto e apprezzato non soltanto negli ambienti medici.
LE REAZIONI. «Profondo cordoglio» è stato espresso dal sindaco Pierluigi Biondi. «Il dottor Baldassarre è stata una personalità propositiva per il suo impegno politico e uno stimato professionista», ha dichiarato il sindaco, porgendo alla famiglia le condoglianze a nome della Municipalità. Il presidente del consiglio comunale Roberto Tinari scrive: «La città piange un cittadino stimato e apprezzato, un professionista serio e di valore. In qualità di presidente del consiglio comunale, a titolo personale e a nome di tutti i consiglieri, esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia Baldassarre, ai familiari di Massimo». Molti colleghi medici lo ricordano con rimpianto. Scrive Vittorio Sconci: «Massimo Baldassarre non è più con noi! Un amico, un collega, una persona colta. Immerso nella complessità del suo pensiero dimenticava se stesso, la quotidianità, il vivere comune. Non aveva ideali, ma idee profonde sulle quali il confronto era riservato ai pochi capaci di fare i conti con la riflessione. Ti abbracciamo forte così come avremmo dovuto fare di più». Giulio Mascaretti lo ricorda come «un caro amico, un professionista di livello. È una grave perdita per tutta la città alla quale ha voluto un bene senza se e senza ma. Ciao amico mio». Lo scrittore Goffredo Palmerini gli ha indirizzato una lettera: «La tua scomparsa improvvisa sconvolge, lascia il cuore schiantato. Per una vita abbiamo condiviso gli anni della giovinezza, poi nella maturità, poi meno di frequente per ragioni di lavoro che ci impegnavano entrambi, quando ci raccontavamo le cose con quel velo di sottile d’ironia e talvolta con quella profondità di pensiero che ti era propria. Tre anni più di te, che sei nato nel 1951, abbiamo vissuto gli anni della fanciullezza quando tornavi da Ancona a Paganica con i tuoi genitori, Mario e Lina, per le vacanze o per qualche fine settimana. Le nostre case a pochi metri di distanza, alla via di Sotto, come chiamavamo il Corso Duca degli Abruzzi. Lina, tua madre, aveva grande amicizia e confidenza con la mia, anch’ella di nome Lina. Insieme creavano quella confidenza tra famiglie che i tempi che viviamo hanno quasi del tutto smarrito. Chiari e belli i ricordi di quegli anni. Poi, da adulto, sei stato un esempio di buon medico, attaccato al lavoro, al servizio esclusivo dei malati. Abbiamo lavorato bene insieme in consiglio comunale. Il tuo ricordo ci accompagnerà per sempre, come la tua schiettezza e la tua generosità». (cr.aq)

