Notte insonne per i calciatori

25 Agosto 2016

L’allenatore Morgia e la paura per il terremoto: «Un’esperienza che ci fa sentire ancor più aquilani»

L’AQUILA. Un "battesimo di fuoco" per sentirsi più aquilani e per identificarsi al meglio con la città che rappresentano. Il calcio per una volta è passato in secondo piano e lo staff tecnico e i giocatori dell'Aquila Calcio, svegliati dal terremoto che ha interessato l'Italia centrale, hanno provato spavento e paura sentendosi ancora più vicini agli aquilani. Dopo la sveglia forzata nella notte si sono riuniti fuori il Progetto C.a.s.e. di Camarda, dove la squadra alloggia, e hanno atteso per ore di poter rientrare nelle abitazioni assieme all'ormai famosa mascotte Aquila, la cagnetta di circa un anno che hanno adottato e che ha smesso di mangiare dopo lo spavento. Più temerario l'allenatore Massimo Morgia: dopo un'ora è tornato a dormire e, a fronte dei numerosi messaggi ricevuti, ha rassicurato tutti sulla propria pagina Facebook: «Dove vado mi identifico con la gente e della squadra ne divento il primo tifoso...è stato il mio Battesimo per sentirmi più Aquilano».

Anche vari giocatori – quali Massimo Ganci, Alex Gagliardini, Riccardo Iafrate e Niccolò Valentini – hanno espresso le loro emozioni sul social network stringendosi al dolore di Amatrice. Nonostante un po' di “sballottamento”, soprattutto per le scosse di assestamento, ieri si è lavorato con serietà anche se la notte appena trascorsa non si dimenticherà facilmente, soprattutto per i risvolti nelle regioni limitrofe. Come da programma la squadra ha effettuato una doppia seduta in vista del derby di domenica prossima con l'Avezzano per il primo turno di Coppa Italia. C'è stata solo qualche variazione nell'allenamento del pomeriggio, svolto ad Acquasanta. «I ragazzi si sono messi paura, io un po' meno», ha spiegato il tecnico Morgia, «per noi è stata un'esperienza nuova. Non mi hanno impressionato gli occhi dei miei ragazzi, ma quelli delle persone di Camarda che sono tornate indietro alla tragica notte del 6 aprile 2009. Si vedeva la loro paura per quello che hanno vissuto anni fa». Intanto il mister, come suggerito dai tifosi rossoblù, si è fatto portavoce dell'idea di indossare il lutto al braccio nella partita del Dei Marsi come vicinanza ad Amatrice, territorio caro agli aquilani. «Ho già fatto, ma non dipende né da me né dalla società, ma dalla Lega nazionale dilettanti», ha precisato, «ho mandato un messaggio personale di solidarietà a nome anche dello staff tecnico e della squadra al mio collega allenatore del Trastevere e sindaco Amatrice Pirozzi (ex giocatore rossoblù, ndc)». Lo stesso Hotel Roma, crollato con numerosi turisti, è stato sede di alcuni ritiri nel recente passato del club aquilano con lo stesso sindaco Pirozzi da sempre disponibile e accogliente. I tifosi stanno pensando di far partire una sottoscrizione per aiutare il Comune di Amatrice per la ricostruzione del campo sportivo dove per anni L'Aquila Calcio ha effettuato la preparazione precampionato. Il campo dopo essere stato adibito a tendopoli necessiterà sicuramente di un restyling. Si tratta di un'idea che potrebbe prendere forma come segno di vicinanza e solidarietà tangibili.

Alessia Lombardo

©RIPRODUZIONE RISERVATA