Nube di cloro in piscina Ispezioni di Arta e Asl

Verdeaqua chiusa in attesa dei risultati delle analisi che sarebbero negativi Intanto il Consiglio di Stato ha revocato l’affidamento agli attuali gestori
L’AQUILA. Sono scattati ieri mattina i controlli di Arta e Asl negli ambienti della piscina di Verdeaqua evacuata due giorni fa dopo che due persone sono rimaste intossicate, in maniera non grave, da una nube di cloro che si è sprigionata durante un rifornimento. Gli atti verranno poi resi alla Procura, ma non è detto che ci sia uno sviluppo importante dell’inchiesta visto che si tratta di un fatto accidentale.
La struttura, secondo quanto riferisce l’attuale responsabile, Sandra Giordani, resterà ancora chiusa forse per un paio di giorni. Sono stati fatti prelievi e misurazioni oltre a una sanificazione in vista di una possibile riapertura.
«Dopo la chiusura disposta dai vigili del fuoco», commenta la Giordani, «ci vuole necessariamente un altro provvedimento delle autorità sanitarie per riaprire». In arrivo da Modena il tecnico della società che ha fornito il cloro. La dinamica dell’incidente è semplice. Un addetto stava versando cloro in un bidone quasi vuoto. Di lì si è scatenata la reazione chimica imprevista e inspiegabile. Tutti si augurano che la struttura venga riaperta subito visto che, solo per quanto riguarda il nuoto, ci sono 500 atleti che la frequentano, come ricorda la Giordani, la quale attribuisce al Comune molti disagi come, ad esempio, il fatto che non sono state assegnate le corsie alle società. Ieri, però, c’è stato un colpo di scena in riferimento alla gestione dell’impianto di via Confalonieri. Il Consiglio di Stato, massimo organo della giustizia amministrativa, ha accolto il ricorso presentato dalle associazioni 99 Sport e Junior Tennis. Secondo i giudici, che hanno confermato il verdetto del Tar, la proroga per la gestione affidata alla Verdeaqua Smile è scaduta visto che il rinnovo fatto dal Comune (fino al 2037) sarebbe stato eseguito con procedure illegittime.
La sostanza è che il Comune dovrà fare un bando pubblico per la nuova gestione «secondo le procedure a evidenza pubblica». Verdeaqua dovrà pagare le spese di lite di 5mila euro. Le due società sportive, ora che è stata posta la parola fine alla controversia, confidano che l’ente decida di applicare la sentenza e di fare prima possibile il bando. In teoria il Comune, anch’esso soccombente nel giudizio, potrebbe ordinare subito il rilascio dei locali. Di questa idea anche l’assessore allo Sport Alessandro Piccinini. Nel corso del giudizio al Consiglio di Stato gli interessi di 99 Sport e Junior Tennis sono stati affidati all’avvocato Maria Teresa Di Rocco.
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