Nube tossica a Sulmona, ordinanza del sindaco vieta di raccogliere ortaggi

26 Luglio 2014

Il provvedimento riguarda i terreni in un raggio di 500 metri dal deposito di pneumatici devastato dai due incendi

SULMONA. Arrivano i primi effetti della nube tossica sprigionata dal rogo della montagna di gomma e neoprene dei giorni scorsi. Con un’ordinanza il sindaco di Sulmona, Peppino Ranalli, ha vietato la consumazione di frutta e prodotti vegetali derivanti dalla coltivazione dei terreni posti fino a 500 metri dallo stabilimento dell’Adria, l’azienda che si occupa dello smaltimento di pneumatici esausti. Ma non solo. Il sindaco ha raccomandato i cittadini che bisogna lavare accuratamente tutti gli altri prodotti coltivati all’esterno di questa’area. Decisioni che sono scaturite dal summit di ieri che si è tenuto negli uffici della prefettura dell’Aquila per fare il punto della situazione su un fatto che sta provocando pesanti conseguenze sotto l’aspetto della salubrità dell’ambiente. Dalle analisi effettuate dall’Arta è emerso che il decorso dell’incendio ha seguito una prima fase in cui si sono generati fumi che hanno prodotto ricadute trascurabili sul territorio di Pratola Peligna, mentre ci sono state ricadute a terra più importanti nell’area industriale di Sulmona. «L’ordinanza», sottolinea il sindaco Rannalli, «è destinata a rimanere vigente fino a revoca espressa a seguito di accertamenti e comunicazioni degli organi di controllo».

Mercoledì prossimo è previsto uno nuovo incontro al tavolo tecnico, sempre nella sede della prefettura dell’Aquila, per l’aggiornamento della situazione e l’acquisizione di ulteriori nuove campionature che gli organi preposti, Arta e Asl stanno acquisendo. Intanto, la Regione ha bloccato la produzione nello stabilimento, già da tempo alle prese con problemi. Nonostante le rassicurazioni arrivate dal vertice di ieri in prefettura sul fronte della diossina, in realtà il rischio di danno ambientale non sembra scongiurato. All’appello mancano, infatti, le analisi che dovranno essere effettuate sui terreni. «Per vedere come e quando muoverci» spiega il vicesindaco di Pratola, Costantino Cianfaglione «ci incontreremo la prossima settimana. La guardia da parte nostra continua a restare alta».

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Andrea Gerosolimo. «Sarebbe opportuno» evidenzia Gerosolimo «che l’Arta provvedesse al monitoraggio dell’aria, del suolo e delle falde acquifere per verificare eventuali danni o rischi concreti cagionati dall’incendio del deposito di gomme Adria. Da parte nostra vigileremo affinché l'attenzione resti alta e si faccia il possibile per scongiurare qualunque danno alle persone e all’ambiente».

Claudio Lattanzio

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