Nuclei cure primarie I medici non mollano: «Una battaglia giusta»

2 Marzo 2024

La Fimmg ribadisce le ragioni per mantenere il servizio «Siamo pronti a spostare la lotta su altri contesti e tavoli» 

L’AQUILA. La Fimmg dell’Aquila torna all’attacco e in una nota rimette i Nuclei di cure primarie al centro del villaggio della sanità sul territorio. E tornano, i suoi rappresentanti, a sostenere con forza quanto lo scioglimento del nodo Ncp porterebbe ad «alleggerire il carico ospedaliero e a velocizzare i tempi d’attesa per i cittadini», oltre a risolvere «il problema dell’intasamento del pronto soccorso».
la battaglia sui nuclei
«Tra rifiuti di confronto, attacchi strumentali, mistificazione della realtà e immotivate aggressioni verbali che in alcuni passaggi rasentano la diffamazione», dicono dalla federazione medici di famiglia, «il dibattito sulla vicenda Ncp si è allontanato dalle motivazioni per le quali tutto è cominciato». Fimmg torna quindi sul «senso profondo della battaglia» portata avanti dai medici di medicina generale, ripercorrendone presupposti e motivazioni. «Abbiamo abbondantemente ripetuto che i nuclei sono strutture a disposizione dei cittadini, aperte 12 ore al giorno, che non vincolano più il paziente al solo orario del proprio medico di famiglia» e che «hanno un’utenza media di circa 300 persone al giorno, numero che in periodo invernale, arriva tra 350 e 400».
I NODI DA SCIOGLIERE
Il punto, rammentano, è che «i nuclei hanno una potenzialità mai sfruttata, che potrebbe contribuire a ridurre alcune problematiche che la sanità presenta nel territorio», prime tra tutte «le lunghe liste d’attesa per esami diagnostici e visite specialistiche, e l’intasamento del Pronto soccorso. Difficoltà», spiegano, «cui noi medici di famiglia, quotidianamente, assistiamo». E citano a titolo di esempio le «prestazioni per le quali vengono dati appuntamenti nel 2025 e i mesi di attesa per alcune visite intramoenia, cioè a pagamento per il cittadino». Quindi il nodo «intasamento del Pronto soccorso» dove «spesso si reca chi non può permettersi le spese del privato, e ha bisogno di esami o visite in tempi brevi» costringendo «i colleghi del Pronto soccorso, sotto organico, a fare i salti mortali per espletare il loro lavoro, ma ovviamente i tempi di attesa si allungano».
LE SOLUZIONI
La Fimmg ribadisce quanto «i famigerati, e ultimamente diffamati, Ncp potrebbero dare un notevole aiuto in queste situazioni» precisando che se fossero «opportunamente dotati di apparecchiature per indagini diagnostiche di primo livello, potrebbero ridurre notevolmente le liste d’attesa, decongestionare l’ospedale, e, automaticamente, ridurre anche consistentemente il ricorso improprio al Pronto soccorso, e questo anche grazie al personale infermieristico e amministrativo di cui è dotato». Non «la soluzione» precisano, ma «una delle soluzioni utili ad alleggerire il carico ospedaliero e a velocizzare i tempi d’attesa per i cittadini. Ovviamente, per mettere in campo queste azioni, è necessario che i nuclei sopravvivano, e, soprattutto, che mantengano l’organico pre-pensionamenti, perché nessun medico da solo riuscirebbe a svolgere il lavoro ordinario e quello aggiuntivo».
UNA BATTAGLIA DA COMBATTERE Un’azione di «programmazione sanitaria» quella rivendicata dai medici Fimmg, destinata quindi a «un’agevolazione notevole per i cittadini, un’efficientizzazione del servizio, un abbattimento delle liste d’attesa, un decongestionamento del pronto soccorso, una riduzione di costi per l’azienda fino ad una gratificazione professionale degli stessi medici di famiglia. Purtroppo», proseguono, «le altre Asl lo hanno capito, la nostra no». Ma assicurano: «Continueremo instancabili la nostra battaglia, anche se sposteremo la lotta su altri tavoli. La Fimmg ringrazia «il segretario provinciale Vito Albano per l’impegno profuso» nella vertenza.