«Nucleo industriale, no ai negozi»

Le associazioni di categoria contestano il via libera ai nuovi insediamenti commerciali a Sulmona
SULMONA. Il via libera al commercio nella zona industriale non piace alle associazioni di categoria. La variante alle norme tecniche di attuazione del Piano regolatore dell’area, approvata dal consiglio provinciale, dovrebbe consentire nuovi insediamenti produttivi e commerciali. Un provvedimento contestato, però, da chi è contrario alla «liberalizzazione spinta», frutto di una riforma avviata a livello regionale. «L’apertura al commercio potrebbe essere il colpo finale al centro storico», fa notare Teodoro Marini della Cna. «Si parla tanto di rivitalizzare il quartiere antico della città e poi si apre alla possibilità di avviare insediamenti commerciali anche molto grandi all’interno del nucleo industriale. L’ennesimo centro commerciale rappresenterebbe la fine per i negozi cittadini. E poi si tratta di un cane che si morde la coda, nel senso che, se non si continua a produrre reddito e a creare condizioni per farlo, chi potrà spendere in nuove attività commerciali? Qui bisognava puntare sull’industria di ultima generazione, sulla ricerca e sull’automotive per rimettere in sesto il nucleo industriale. Una cosa gravissima, poi è il mancato coinvolgimento delle associazioni di categoria», conclude Marini. «Capisco che è un provvedimento che recepisce una norma regionale, ma lo si poteva fare adattandolo alle esigenze particolari del territorio».
Duro anche il giudizio di Pietro Leonarduzzi, di recente confermato membro della presidenza regionale della Confesercenti. «Esprimiamo contrarietà e disappunto, in quanto questo atto sancisce la morte definitiva della città e di tutto il commercio di vicinato e quindi anche del centro», interviene. «A questo punto, vista la negatività della delibera provinciale, speriamo vivamente che la Regione approvi la nuova legge sul commercio così come è stata concordata con tutte le associazioni di categoria. Il rischio è sempre quello di andare a impoverire ulteriormente il centro storico sulmonese e di ridare gambe a progetti di centri commerciali che distruggono i negozi di vicinato e le piccole attività».
Le novità introdotte dalla variante riguardano la possibilità di inserimento – in ogni lotto – di un negozio di vicinato, la possibilità di realizzare, nelle aree con destinazione già commerciale, strutture di vendita fino a 25mila metri quadri, la facoltà di ampliare gli edifici esistenti e l’apertura alle altre destinazioni d’uso in tutti gli edifici esistenti. (f.p.)
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