Nuova centrale operativa del 118 Rispunta il piano da 7,5 milioni

Eliporto, hangar e parcheggio adiacente previsti nell’attuale aviosuperficie davanti all’obitorio Ci sarà anche una struttura a tre piani per vari usi. Parte dei fondi dalla Regione Emilia Romagna
L’AQUILA. Un progetto da 7,5 milioni di euro, di cui 2,1 donati dalla Regione Emilia Romagna nel post terremoto e già disponibili, che diventerà strategico per la gestione delle grandi emergenze. Torna in corsa la realizzazione della nuova centrale operativa del 118 nell’area dell’ospedale San Salvatore, dopo l’appello lanciato dal vicepresidente vicario del consiglio regionale Roberto Santangelo e dal sindaco Pierluigi Biondi, raccolto dal presidente della Regione Marco Marsilio. A sollecitare il manager Asl Roberto Testa sono i segretari di Fials e Confsal Simone Tempesta e Fabio Frullo, che chiedono di «intraprendere immediatamente l’iter per la realizzazione di tale struttura, prima che personaggi più intraprendenti pensino di realizzarla in qualche altra provincia, facendone perdere all’intera cittadinanza aquilana i benefìci, sia sanitari che economici».
IL PROGETTO. La centrale operativa del 118, con eliporto, hangar e parcheggio adiacente, è prevista nell’area dell’attuale elisuperficie, di fronte all’obitorio del San Salvatore: la struttura a tre piani, con spazi per la didattica e un auditorium da 400 posti, sarà collocata all’inizio di via Giovambattista Morgagni, «a una quota inferiore rispetto all’elisuperficie», si legge nel progetto, «e parzialmente in ipogeo, inserendosi nell’orografia di contesto con minimo impatto visivo». Per il momento, c’è la possibilità di procedere con un primo lotto funzionale, grazie alla donazione di 2,1 milioni, che l’Asl sta valutando con l’agenzia regionale di Protezione civile dell’Emilia Romagna. È stata espletata la procedura di gara per l’affidamento della progettazione esecutiva e il raggruppamento temporaneo di imprese vincitore ha predisposto un progetto da 7,5 milioni: vanno reperiti altri 5,4 milioni e serve il via libero definitivo all’opera, ferma dal 2017.
APPELLO ALL’ASL. «È inverosimile», affermano i sindacalisti Tempesta e Frullo, «che la creazione di questa struttura, già prevista fin dal 2017 e inserita nel piano triennale dei lavori pubblici dell’Asl dell’Aquila, con un concreto contributo della Regione Emilia Romagna, sia misteriosamente stata accantonata: dei circa 5 milioni aggiuntivi che sono necessari per la piena realizzazione dell’opera, non vi è più traccia nella previsione di spesa dell’azienda sanitaria». Secondo Tempesta e Frullo, «la centrale unica regionale del 118 è strategica per l’intera regione e in particolare per il territorio interno. L’estensione della provincia dell’Aquila, per lo più in territorio montano, ha una superficie superiore a quella delle altre tre province insieme». I segretari di Fials e Confsal ricordano le ottime professionalità già presenti nel reparto del 118 dell’Aquila e nelle sedi periferiche, dalla dirigenza medica passando per il coordinatore infermieristico e tutti gli operatori.
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