Nuova giunta, l’accordo lampo non si fa

Il Pd ha alzato il prezzo sui nomi degli assessori e sulle deleghe. Bocciato il ripescaggio dell’ex vicesindaco Angelucci
SULMONA. Sembrava tutto facile: accordo lampo per il bene della città. Ma come succede nella politica, quando si arriva alla scelta delle poltrone arriva il difficile. Sfruttando la posizione di preminenza in cui si è venuto a trovare, il Pd, nella riunione che è andata avanti fino a notte inoltrata, ha alzato Il prezzo puntando i piedi sia sugli assessori proposti dal sindaco sia sulla ripartizione delle deleghe. E con lo spettro di un commissariamento lungo più di un anno, i termini per andare alle elezioni già dal prossimo mese di maggio sono scaduti alla mezzanotte di ieri, il sindaco Annamaria Casini ora si trova con le spalle al muro con i Democratici che hanno il coltello dalla parte del manico, potendo a questo punto dettare le condizioni a loro più vantaggiose. «Altrimenti si va tutti a casa già da questa settimana», hanno minacciato più volte gli esponenti del partito democratico sulmonese. E partendo da questo presupposto il sindaco è stato costretto a ingoiare rospi proprio evitare di consegnare le chiavi di palazzo San Francesco nelle mani del commissario prefettizio già dai prossimi giorni. La riunione che vedeva seduti attorno al tavolo tutti i consiglieri intenzionati ad appoggiare la nuova maggioranza, è iniziata subito con un sciogliere. Oltre all’assessore al bilancio Stefano Mariani, il sindaco ha proposto di ripescare dall’esecutivo uscente anche il vicesindaco Nicola Angelucci. Nome che però ha trovato il muro del Pd che non ne ha voluto sapere di riproporre un nome che avrebbe dato una profonda caratterizzazione politica alla nuova giunta. O almeno è stato questo il pretesto per cancellare il nome di Angelucci. Così come sono stati depennati i vari nomi dei potenziali assessori che via via sono stati proposti sia dal sindaco che da Bruno Di Masci. In rapida successione sono passati tra le forche caudine tanto ex amministratori comunali che negli anni scorsi hanno fatto parte delle varie amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi due decenni: l’ex assessore al bilancio Giuseppe Schiavo, l’ex assessore all’urbanistica Pasquale Di Iorio, Massimo Di Paolo, Ezio Dante e altri ancora. Dopo gli assessori le divergenze sono arrivate anche sulla ripartizione delle deleghe: anche in questo caso il Pd ha fatto la voce grossa avanzando richieste che secondo il primo cittadino erano eccessive. La riunione è andata avanti fino a tardi senza trovare un accordo definitivo. Accordo che dovrebbe arrivare nella giornata di oggi. Ma il condizionale, a questo punto, è davvero d’obbligo. . ©RIPRODUZIONE RISERVATA

