Nuova giunta politica, il giorno della verità

6 Febbraio 2020

Il sindaco Casini esce dal guado. Di Masci critica il centrodestra: «Pronti all’accordo per andare avanti»

SULMONA. È il giorno della nuova giunta, salvo sorprese. Dopo un’estenuante trattativa che ha portato l’ex gruppo del Pd guidato da Bruno Di Masci a spaccarsi, dovrebbe finalmente arrivare la fumata bianca per il nuovo esecutivo a Palazzo San Francesco. Questa volta sarà una giunta politica, come ha ripetutamente chiesto negli ultimi giorni il sindaco Annamaria Casini. Già da ieri sembrava che tutto fosse già stabilito, con i nomi del nuovo esecutivo del quale facevano parte gli ex Manuela Cozzi, Stefano Mariani e Luigi Biagi, con i due nuovi Luigi Di Cesare e Ezio Dante. Ma a rimettere tutto in discussione è intervenuto Bruno Di Masci che non era stato inizialmente coinvolto nella trattativa. Così non ha voluto saperne di avallare scelte che erano state fatte dal suo ex braccio destro Antonio Di Rienzo, che non ha condiviso in queste ultime settimane la linea dura portata avanti dall’ex sindaco di Sulmona che puntava decisamente a nuove elezioni in primavera.
Ma constatata le titubanze della minoranza – nemmeno la mozione di sfiducia proposta dal centrodestra ha smosso la situazione – Di Masci ha accettato di abbandonare la linea intransigente accogliendo l’appello che gli è stato lanciato dal sindaco ieri sera. Ieri mattina, infatti, è saltata la seduta dell’ufficio di presidenza per le assenze dei consiglieri Elisabetta Bianchi e Deborah D’Amico.
«A quel punto ho capito che il centrodestra mirava solo a mandare a casa il sindaco, ma dopo il 21 febbraio, aprendo le porte al commissario prefettizio per un anno e mezzo», afferma Bruno Di Masci, «non posso permettere che ciò avvenga, così come non l’ho permesso lo scorso anno. Se si fosse andato a elezioni subito sarebbe stato diverso. Domani (oggi per chi legge, ndc), sicuramente troveremo un accordo politico per andare avanti».
Un finale probabilmente imprevisto che trova spiazzato il centrodestra, la cui mozione di sfiducia nei confronti del sindaco non ha raccolto consensi nemmeno dagli altri gruppi d’opposizione.
«Sarebbe bastato che firmassero le dimissioni contestuali e il problema sarebbe stato risolto», conclude Di Masci, «evidentemente avevano il timore di essere nuovamente sconfitti alle urne». In tutta la vicenda esce rafforzata la figura del sindaco Annamaria Casini che in questi 20 giorni di crisi ha sempre tenuto duro respingendo le intimazioni, venute più volte dai gruppi di minoranza, a rassegnare le dimissioni. (c.l.)
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