Nuova giunta, un nome è di troppo

Tagliacozzo: Giovagnorio rischia di sacrificare un fedelissimo, il nodo resta Rubeo
TAGLIACOZZO. Difficile dire se entro la settimana si avrà la giunta a Tagliacozzo. Il sindaco, Vincenzo Giovagnorio, prima di decidere intende incontrare uno per uno tutti i consiglieri eletti. E questo può farlo solo dopo che qualcuno di questi, andato in vacanza, sarà rientrato. Il primo cittadino ha poi l’assoluta necessità di avere sulla scelta dei nomi il consenso dell’intero consiglio. Un’impresa non facile, dato che i posti in giunta sono quattro e gli aspiranti assessori sono di più. La prospettiva di una rotazione, a metà legislatura, potrebbe convincere gli eventuali esclusi ad attendere il proprio turno. Non vi sarebbe così spazio per le polemiche e si porrebbe l’esecutivo in condiziono di partire in un clima sereno e di fattiva collaborazione.
Al momento però non sembra che tutti i consiglieri siamo d’accordo sull’avvicendamento, dopo due anni è mezzo.
Alessia Rubeo, che aspira a far parte della giunta, lo ha dichiarato esplicitamente. Quello di garantire la quota rosa nell’esecutivo è sicuramente uno dei problemi più spinosi che il sindaco si trova ad affrontare.
La Legge Delrio, del 2014, gli lascia pochi margini di manovra. Essa infatti impone che nelle giunte dei Comuni con più di 3.000 abitanti sia le donne sia gli uomini devono essere presenti almeno per il 40%. Se ciò non avvenisse la deliberà di nomina della giunta rischia di essere annullata.
Come è accaduto due anni fa al Comune di Ripa Teatina, dove il Tar, accogliendo un ricorso, ha ordinato al sindaco di nominare una nuova giunta nel rispetto della normativa vigente.
A Tagliacozzo il problema della quota rosa non si porrebbe se oltre a Chiara Nanni venisse nominata assessore un’altra donna. Si porrebbe invece per i due assessori uomini.
Se l’assessore donna fosse stata una sola, per il sindaco sarebbe filato tutto liscio: avrebbe nominato Roberto Giovagnorio, primo degli eletti e suo stretto collaboratore, Giuseppe Mastroddi, terzo degli letti con 502 voti e suo fedelissimo, e Angelino Poggiogalle, del gruppo “Il paese che vorrei”, alleatosi con la compagine di Giovagnorio.
Con la quota rosa al completo, uno dei tre potenziali assessori uomini dovrà essere sacrificato. Ma chi?
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