Nuova moschea, dal Comune niente ostacoli

Sulla raccolta fondi la presidente del consiglio chiarisce: aperti al dialogo, ma non ci sono soldi
CELANO. Solidarietà dalla presidente del consiglio comunale Silvia Morelli è stata espressa a Nabil Samij, il ragazzo marocchino che l’altro giorno ha lanciato una raccolta fondi attraverso i social per l’acquisto di un capannone più grande in cui spostare la moschea di Celano chiedendo aiuto a tutta la comunità, non solo a quella islamica. Al momento il luogo di preghiera in cui si riuniscono i fedeli islamici di Celano si trova in via Stazione a pochi passi dalla caserma dei carabinieri. «Si tratta di uno spazio diventato oramai troppo stretto che si trova al centro della città e in cui ci sono difficoltà a trovare dei parcheggi liberi», spiega il referente della comunità musulmana celanese, «sono questi i motivi principali che ci hanno spinto a cercare un’altra soluzione, una sede più ampia e comoda per tutti. Ma il progetto è ambizioso, oltre alla cifra da raggiungere occorre fare anche delle valutazioni di tipo tecnico per capire se lo stabile è in regola per ospitare un centro culturale islamico. Apprezzo l’iniziativa del ragazzino, ma non dimentichiamo che si tratta di un adolescente che come tutti quelli della sua età affida ai social i suoi pensieri, i suoi sogni e le sue speranze».
Il capannone agricolo di cui ha parlato Nabil si trova nel Fucino, è molto più spazioso e la collocazione in una zona periferica è ritenuta più comoda dalla comunità islamica. La petizione lanciata dal giovane ha acceso una discussione tra il popolo del web che si è diviso tra favorevoli e contrari. A prendere le difese del ragazzo sono stati alcuni figli di celanesi emigrati all’estero, ma non solo, che in alcuni commenti negativi hanno rivissuto la loro condizione di migranti, talvolta emarginati solo per il fatto di essere stranieri. Tra tanti il pensiero di Evandro Ciaccia ripreso anche da Gaetano Vizzoca: «Nabil sono un celanese che ha lasciato il suo paese da tanti anni, ti comprendo. Scrivimi in privato e mandami un iban. Non posso fare molto, ma le cose si costruiscono mattone su mattone». Il capannone agricolo costa 180 mila euro, finora la comunità ne ha raccolti solo 60 mila, almeno stando al post del ragazzo. E c’è chi ha suggerito al giovane di rivolgersi anche al Comune di Celano per ottenere un contributo come associazione. «Sicuramente non è un progetto da ostacolare», dice Morelli, «quanto a contributi siamo però in una situazione particolarmente delicata tra il commissariamento e la crisi sanitaria. Ora la nostra priorità è approvare il bilancio, poi se ne può riparlare. Tuttavia è un qualcosa che abbiamo appreso dai social. Al momento non ci è arrivata alcuna richiesta scritta per l’ottenimento di fondi, ma siamo aperti a qualunque discussione». (f.d.m.)
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