Nuova pavimentazione in centro: l’intervento costa quasi 4 milioni

22 Febbraio 2022

L’operazione di riqualificazione interesserà l’area che va dalla Villa comunale alla Fontana luminosa  Previsto il rifacimento dell’illuminazione pubblica. Cantiere in più fasi, escluse chiusure del Corso

L’AQUILA. Tra un anno la Fontana luminosa, corso Vittorio Emanuele, corso Federico II e la Villa comunale avranno una nuova pavimentazione. La ditta “Rosa edilizia” dell’Aquila, di proprietà dell’imprenditore Walter Rosa, ha vinto la gara d’appalto indetta dal Comune il 30 luglio scorso per l’affidamento dei lavori di realizzazione della nuova pavimentazione e illuminazione del centro storico. Un intervento da 3,7 milioni di euro. I lavori partiranno in primavera e dovranno concludersi entro 365 giorni. Oltre a “Rosa edilizia”, che ha realizzato già il restauro e l’adeguamento sismico dell’Emiciclo, con l’applicazione di isolatori all’avanguardia, erano in corsa la Todima srl di Marino Serpetti, la Costruzioni Iannini, di Eliseo Iannini in Ati con la Ise impianti, la Rti, il Consorzio Stabile Rennova, costituito da dieci imprese della provincia teramana e la ditta Armido e Pierluigi Frezza. La gara è stata aggiudicata con l’applicazione del criterio dell’offerta più vantaggiosa, mentre la scelta della nuova pavimentazione è ricaduta sulla tipologia in pietra locale, costituita da basoli di pietra bianca calcarea. Bianco si presenterà il corso, dalla Fontana luminosa alla Villa comunale, per recuperare lo stile del centro prima che venissero applicati i sampietrini, utilizzando però tecniche contemporanee. Contestualmente alla pavimentazione verranno realizzate le opere di illuminazione pubblica di corso Federico II e corso Vittorio Emanuele e le progettazioni connesse per armonizzare alla nuova pavimentazione le opere esistenti, tombini, feritoie e giunti. Per l’illuminazione, in particolare, il Comune ha optato per «corpi illuminanti montati al di sotto della gronda», evitando in questo modo di ingombrare gli spazi che rimangono liberi e utilizzabili. Non verranno effettuati sondaggi archeologici preventivi, non essendo previsti scavi a quote diverse da quelle già impegnate dalla pavimentazione e dalle opere esistenti. Sono, inoltre, previsti una serie di accorgimenti e dispositivi per il superamento delle barriere architettoniche. I nuovi lastroni bocciardati, con finitura a vista sabbiata, saranno spessi 10 centimetri e avranno una dimensione di 30×30-60-90 e 40×30-60-90 centimetri: saranno posati, secondo quanto prevede la relazione tecnica, sopra uno strato strutturale dello spessore di 20 centimetri realizzato in calcestruzzo di cemento armato con una doppia rete elettrosaldata. Sopra lo strato strutturale ne è previsto uno di allettamento in malta pre-miscelata associato ad un uso combinato di prodotti per la stuccatura, che permetterà di creare un blocco monolitico intorno alla pietra, durevole nel tempo, conferendo alla stuccatura lo stesso colore uniforme per tutta l’estensione del cantiere. Il lotto di lavori è diviso in 11 stralci, che dovrebbero garantire una cantierizzazione graduale senza chiudere il corso. (m.p.)
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