Nuova stazione sciistica frenata dagli ambientalisti

Tornimparte, il Comune ha presentato un piano per rilanciare il territorio Fuoco di sbarramento di Petriccione: proposta assurda e impraticabile
L’AQUILA. Una stazione sciistica nuova di zecca, con sei impianti di risalita e arroccamento in prossimità dello svincolo autostradale di Tornimparte, a 16 chilometri dall’Aquila e 80 da Roma. Il sindaco del comune montano Umberto Giammaria rilancia il progetto di Monte Cava. E subito si scatena il dibattito, in un territorio dove il turismo invernale potrebbe far rima con lo sviluppo economico e dove da decenni si parla di un piano strategico per il Gran Sasso, rimasto ingessato nei vincoli imposti dall’area protetta. Ora che sul piatto c’è il documento programmatico del centrosinistra, che guarda al futuro a 360 gradi e intende coniugare le esigenze ambientaliste con gli interventi del piano d’area della montagna aquilana, ecco che a scompigliare le carte arriva la proposta del sindaco Giammaria. Non è nuova, ma adesso il primo cittadino di Tornimparte apre le porte a un project financing, rivolto ad amministrazioni e realtà imprenditoriali. E invita soprattutto a unire le forze.
«Si può fare insieme al Gran Sasso», ha affermato Giammaria, «un unico aggregato tecnico-impiantistico, senza scontrarsi con il Parco e gli ambientalisti. Monte Cava si trova fuori dalla zona protetta ed è l’area migliore per altitudine, orografia, esposizione a nord, collegamenti autostradali con i grandi centri di Roma, della Marsica, dell’Aquila, di Pescara e delle Marche. Chiunque può rendersi conto dei vantaggi offerti. Il progetto c’è già, va aggiornato. E oggi», ha sottolineato il sindaco di Tornimparte, «è disponibile anche l’acqua per l’innevamento artificiale, quella della galleria, che sono riuscito a riportare sul nostro versante». Monte Cava è un immenso anfiteatro a quota 1800-2000 metri che, secondo Giammaria, ha tutte le potenzialità per entrare nel sistema del turismo montano locale, «che nel nostro territorio ha pochi impianti e tante polemiche».
E a proposito di polemiche, non si sono fatte attendere: «Una proposta assurda, insensata e impraticabile», ha tuonato l’ecologo Bruno Petriccione, membro della rete AbruzzoemergenzAmbiente, «visto che l’area che sarebbe devastata dalle nuove infrastrutture ha un elevato valore ambientale, poiché costituisce la parte più settentrionale del grande massiccio del Velino-Sirente, caratterizzato da una delle più ampie biodiversità di tutti gli Appennini». Tra le altre argomentazioni a sfavore dei nuovi impianti, Petriccione inserisce, oltre ai vincoli esistenti, anche la scarsa altitudine, «che consentirebbe la presenza di innevamento solo per pochi mesi», e la vicinanza con la seconda stazione sciistica abruzzese, quella di Campo Felice, «la cui concorrenza sarebbe invincibile».
Di altro avviso l’intervento di Fausto Tatone, componente del comitato #Save Gran Sasso, che sta portando avanti una battaglia per la ridefinizione dei confini del Parco e di Sic e Zps: «Diamo il benvenuto al sindaco di Tornimparte», ha commentato Tatone, «nella nostra battaglia per uno sviluppo economico immediato e durevole delle nostre montagne, nel rispetto della natura e delle normative vigenti». La diatriba ha naturalmente assunto anche una connotazione politica. «Sul Gran Sasso», ha rimarcato il capogruppo di Forza Italia, Guido Quintino Liris, «l’amministrazione comunale è ostaggio di Rifondazione comunista: non ci sarà nessuno sviluppo turistico, nessun piano d’area. La città deve conoscere i responsabili della morte della montagna degli aquilani: la verità è che il centrosinistra ha deciso di cedere ai ricatti politici di Perilli e company, pur di spendere le somme destinate alla sostituzione delle Fontari. Tali somme, se non fossero spese, andrebbero perse: si sceglie di spendere male pur di spendere. Ciò che l’amministrazione omette di affermare è che con l’attuale normativa non sarà possibile la messa in opera del piano d’area, che le attuali perimetrazioni di Sic e Zps renderanno impossibile il collegamento Scindarella Fossa di Paganica-Montecristo».
Intanto ieri il consiglio comunale ha approvato il progetto per la realizzazione del Parco avventura di Fonte Cerreto.
Romana Scopano
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