Nuove start-up di Tim portano fondi e lavoro

16 Maggio 2016

Oggi la presentazione di 11 idee che riceveranno 40mila euro a testa Leonardis (Digital Borgo): «Creiamo occupazione, subito 20 assunzioni»

L’AQUILA. L’idea viaggia sull’onda dell’innovazione: creare un polo digitale laddove, in passato, c’era il regno delle telecomunicazioni.

E lo “sponsor” è la Tim che porterà all’Aquila qualcosa come 1,7 milioni di euro per finanziare nuove start-up. Imprese che si insedieranno nell’ex polo elettronico di Pile e che beneficeranno di un finanziamento a fondo perduto di 40mila euro ciascuna, entrando di diritto nel network Telecom e diventando fornitrici della società.

L’iniziativa, che porta la firma di Digital Borgo, società leader nell’incontro tra imprese e offerta di finanziamenti, verrà illustrata oggi, nel polo elettronico alle 10.30 alla presenza del sindaco Massimo Cialente, del presidente di Unioncamere Abruzzo, Lorenzo Santilli, del vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, del direttore del Tecnopolo d’Abruzzo, Roberto Romanelli, di Luca Bertone, responsabile portafogli Start up Tim, e di Alberto Leonardis, direttore Digital Borgo.

Dottor Leonardis, perché la Tim ha scelto L’Aquila per selezionare le migliori start up digitali?

«Il risultato non è affatto casuale, ma frutto di un percorso di relazioni e opportunità di sviluppo. Questa città ha, dalla sua, strumenti importanti per investire, sgravi fiscali legati al sisma del 2009 e, non da ultima, la vicinanza con Roma. Un mix che ha fatto sì che Tim scegliesse il capoluogo abruzzese per selezionare e finanziare le migliori start up in ambito digitale. Il Programma di accelerazione 2016 di Tim assegna un milione e 700mila euro alle imprese individuate, 40mila euro ciascuna. Start up che si insedieranno nel Tecnopolo d’Abruzzo».

Esiste già una rete di imprese interessate all’operazione?

«Oggi ne incontreremo undici, che hanno già presentato domanda. Arrivano da tutta Italia, in particolare dall’Abruzzo, e propongono progetti innovativi in diversi settori: dalle nuove tecnologie della domotica ai sistemi di collegamento degli oggetti utilizzando internet, alla sicurezza e a tecniche innovative nella sanità. Da segnalare, in particolare, un metaprogetto, con diversi ambiti applicativi, ad alto contenuto innovativo, finalizzato al monitoraggio infrastrutturale e ambientale che ricorre a sistemi laser, sensoristica avanzata, droni e modellizzazione 3D e coinvolge le società Telektra, Gitais (dell’Università dell’Aquila), Eadrone, CSA team e Battistoni &partners».

Oltre al finanziamento da 40mila euro, cosa offre Tim?

«Il vantaggio è duplice. Le nuove imprese verranno finanziate da Telecom ed entreranno “nella pancia” della società, che le lancerà sul mercato come sue fornitrici. L’obiettivo di Digital Borgo è farle insediare nell’ex polo elettronico, per portare in città lavoro, sviluppo e occupazione. Su questo Tim ha già detto sì».

Nascerà, all’Aquila, un “polo digitale”?

«Precisamente. Un centro di innovazione per rilanciare l’ex polo elettronico, creare nuove realtà industriali e puntare sullo sviluppo e sulle eccellenze tecnologiche».

Tra le start up c’è anche una sua creatura?

«Da aquilano mi sento particolarmente legato a questa città. Nel 2015 ho lanciato una start up, la Giovanni Leonardis Welfare, che si insedierà nel polo tecnologico d’Abruzzo. Il contact center specialistico, che fornirà servizi di telemedicina rispondendo alle domande di pazienti e personale medico-sanitario riguardo ai nostri centri e alle attività di formazione, assumerà da subito venti medici e psicologi esperti in terapia del dolore che, a regime, diventeranno sessanta».

Monica Pelliccione

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