Nuovi divieti a vandali e violenti: ora arriva la stretta del Comune

27 Settembre 2023

Esteso il Daspo: chi turba quiete e decoro può essere tenuto lontano dal centro e dai luoghi sensibili Cucchiarella: «Voto in consiglio entro fine anno». E Verini e Padovani chiedono la vigilanza a piedi

L’AQUILA. Arriva una nuova stretta del Comune contro vandali e violenti che da mesi tengono L’Aquila sotto scacco. La giunta comunale ha deciso di potenziare lo strumento del Daspo urbano, cioè il divieto di accesso alle aree sensibili della città che può essere inflitto a chi, con la propria condotta, arrechi turbamento alla tranquillità e al decoro pubblici. La delibera approvata dalla giunta nei giorni scorsi, che dovrà ottenere il via libera definitivo del consiglio, modifica il regolamento comunale di Polizia urbana, estendendo le aree della città in cui si può applicare il Daspo urbano fino a coprire tutto il territorio del centro storico compreso all’interno delle mura, ma non solo.
Le nuove aree DEL Daspo
Centro storico dunque, ma anche fermate degli autobus (tra cui il terminal bus di Collemaggio, già previsto dal precedente regolamento), stazioni ferroviarie, cliniche, laboratori medici, nonché le piazze delle frazioni: queste le nuove aree che verranno inserite nel regolamento di Polizia urbana tra quelle in cui si potrà disporre la misura del Daspo urbano. Andranno a sommarsi al parcheggio dell’ospedale San Salvatore, quello di Piazza d’Armi, le aree antistanti le scuole di ogni ordine e grado, parchi, giardini e aree verdi del territorio comunale.
L’OBIETTIVO DEL COMUNE
«Con questo atto l’amministrazione vuole fornire un’ulteriore risposta all’esigenza di sicurezza e decoro urbano cittadino», spiega l’assessore alla Polizia municipale Laura Cucchiarella, promotrice della delibera di giunta. «Un segnale forte che conferma l’importante collaborazione già in essere con Prefettura e forze dell’ordine e di grande attenzione rispetto alle segnalazioni della comunità», precisa poi in riferimento ai reiterati episodi di microcriminalità avvenuti di recente in alcune aree del centro storico dell’Aquila. «Quella del Daspo urbano è una misura precisa, con precisi compiti di prevenzione ancor prima che di repressione di tutti quei comportamenti e atteggiamenti che minano la pulizia, la serenità e la tranquillità di luoghi frequentati da cittadini, ragazzi, famiglie o visitatori, consapevoli che ognuno di noi è responsabile della tutela e dell’integrità degli spazi comunitari che vengono fruiti dalla collettività». Poi sulle tempistiche di entrata in vigore del provvedimento: «Spero entro il mese prossimo o comunque entro fine anno, a voler star larghi. L’iter prevede che la delibera passi in commissione e poi in consiglio prima di poter essere operativa, ma non credo ci saranno intoppi visto che stiamo parlando di una misura che interessa tutti».
L’OPPOSIZIONE IN CAMPO
Sul tema sicurezza scendono in campo anche le opposizioni. I consiglieri comunali Enrico Verini e Gianni Padovani hanno infatti chiesto e ottenuto nella giornata di lunedì un incontro con il prefetto Cinzia Torraco e il questore Enrico De Simone. Un faccia a faccia di due ore sulla «operatività» delle forze dell’ordine e non un «semplice rituale istituzionale», precisano i due consiglieri in una nota a margine dell’incontro. «Abbiamo ribadito che riteniamo necessario e non più rinviabile un pattugliamento a piedi, in gruppi in divisa visibili tanto ai cittadini che chiedono rassicurazioni, tanto a coloro che in assenza di un controllo si sentono liberi di superare il limite comportamentale ammissibile», spiegano. «In questo senso abbiamo ribadito la nostra posizione improntata sulla necessità di formare squadre con almeno quattro elementi in divisa formate da un esponente della polizia municipale, uno delle forze di polizia, uno dei carabinieri e uno della guardia di finanza e possibilmente con l’ausilio di un cane antidroga. Squadre così formate dovrebbero, sempre a nostro parere, pattugliare quotidianamente e non saltuariamente, a piedi il centro della nostra città e in particolare i posti oramai noti a tutti dove si sono riscontrati i problemi maggiori in questi mesi». Infine concludono: «Abbiamo ricevuto rassicurazioni che si proverà ad attuare quanto da noi richiesto, utilizzando le prerogative del prefetto che è proprio il soggetto che può effettuare una azione di coordinamento delle forze in campo».
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