Nuovi vigili urbani, polemica sulla revoca del bando

16 Giugno 2018

L’AQUILA. Botta e risposta tra il consigliere comunale di opposizione del Passo Possibile, Paolo Romano, e l’assessore comunale alle Risorse umane, Monica Petrella, sulla revoca del bando di...

L’AQUILA. Botta e risposta tra il consigliere comunale di opposizione del Passo Possibile, Paolo Romano, e l’assessore comunale alle Risorse umane, Monica Petrella, sulla revoca del bando di assunzione di vigili urbani a tempo determinato.
Romano critica l’operato della Petrella, che ha «revocato il bando senza una delibera di giunta e con motivazioni sconosciute. A giudicare dalla mole delle domande pervenute, questa amministrazione ha deciso di prendere in giro mezza Italia», afferma Romano in una nota. «Le migliaia di domande pervenute hanno generato chiaramente delle aspettative nei cittadini italiani che vi hanno partecipato, oltre a una rinnovata percezione in quelli preoccupati per la pubblica sicurezza. Come già successo in precedenza, quello che sorprende è che l’avviso è stato revocato senza una delibera di giunta, denotando, anche questa volta, la mancanza di volontà nel prendersi precise responsabilità su questioni strategiche per la città. Ma non solo. Se la sicurezza in città è una priorità di questa amministrazione, questa certo non può fermarsi alla denuncia, vera o pretestuosa, a mezzo stampa: a breve L’Aquila sarà ridotta a una cartina dei luoghi da evitare».
Questa la replica della Petrella: «Il bando era a tempo determinato, con stagionali», scrive l’assessore. «Lo abbiamo revocato perché non vogliamo aumentare ulteriormente il numero dei precari in Comune. Questa amministrazione, appena insediata, ha proceduto all’assunzione a tempo indeterminato di operai precari. La revoca del bando va in questa direzione». «Essendo stata pubblicata una prima graduatoria», è la risposta di Romano, «sussistono dei diritti oggettivi per coloro che vi sono iscritti. Inoltre, gli stagionali sono in tutti i Comuni, figure necessarie, soprattutto in estate».