Nuovo attentato incendiario notturno

Bruciata l’auto in uso a un giovane finito ai domiciliari per il rogo di una macchina. L’ennesimo episodio in pochi mesi
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Ancora un attentato incendiario di notte a San Benedetto dei Marsi. A bruciare questa volta è stata un’Opel Astra, che si trovava in un terreno di proprietà della famiglia Cherubini.
Una famiglia già finita in un’inchiesta nata da una serie di incendi d’auto che portò all’arresto dei due fratelli Ennio e Italo Cherubini, rispettivamente di 29 e 26 anni, di San Benedetto. L’auto, che secondo la ricostruzione dei carabinieri era in disuso perché aveva il motore fuso, è risultata intestata a un uomo di origine marocchina. Era stata, però, utilizzata da Italo Cherubini. Nell’incendio è rimasto danneggiato anche un trattore che si trovava vicino all’auto data alle fiamme.
Ad accorgersi di quello che stava accadendo sono stati dei passanti che hanno visto le fiamme salire al cielo, da un’auto che si trovava in un terreno sulla strada provinciale 19, alle porte del paese. Sul posto sono arrivati immediatamente i vigili del fuoco di Avezzano che hanno spento il rogo e messo in sicurezza tutta l’area, considerato che nel frattempo si erano accese anche delle sterpaglie. Subito è stato richiesto anche l’intervento dei carabinieri della stazione, al comando del maresciallo Loreto Colabianchi. I militari hanno accertato che si trattasse di un’auto che usava uno dei due fratelli Cherubini, dall’inizio di agosto, uscito dal carcere e detenuto agli arresti domiciliari. Già a giugno, sempre in un terreno della Provinciale 19, era stato dato alle fiamme un camion, in uso alla stessa famiglia. Tre mesi fa i fratelli Cherubini, Ennio e Italo, finirono in carcere su ordine della Procura, dopo una lunga indagine coordinata dal capitano Enrico Valeri, andata avanti quasi un anno, condotta dai carabinieri della locale stazione, affiancati dai militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Avezzano, agli ordini del tenente Marco Mascolo.
San Benedetto dei Marsi era diventata teatro di una serie di incendi e atti vandalici commessi ai danni di veicoli di residenti. Eventi che avevano suscitato un grave e persistente allarme sociale nella popolazione.
Almeno cinque gli attentati incendiari avvenuti di notte: tre a San Benedetto, uno a Pescina e l’altro a Collelongo. Secondo le indagini dei carabinieri era stato chiarito come i Cherubini colpissero gli acquirenti della droga indietro con i pagamenti ma anche i loro familiari più stretti. A volte si sarebbe trattato di vere e proprie faide per il controllo del mercato dello spaccio. Sembra ora che i ruoli si siano invertiti. Da piromani a vittime dei piromani. (m.t.)
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