Nuovo direttore Adsu: ora è scontro sul nome

25 Novembre 2023

L’AQUILA. È scontro tra Adsu e Regione Abruzzo sul nome del prossimo direttore dell’Azienda per il diritto agli studi universitari dell’Aquila. Luca Valente, ex direttore sostituito il 15 marzo...

L’AQUILA. È scontro tra Adsu e Regione Abruzzo sul nome del prossimo direttore dell’Azienda per il diritto agli studi universitari dell’Aquila. Luca Valente, ex direttore sostituito il 15 marzo scorso tramite procedura di interscambio, dovrebbe rientrare alla guida dell’ente. Invece, il consiglio d’amministrazione dell’azienda invoca Michele Suriani, responsabile dell’area tecnica e informatica dell’Adsu da novembre 2022.
Gli auspici del cda, guidato dal vicepresidente Antonio Pensa dopo le dimissioni della presidente Eliana Morgante, sono in una delibera dei giorni scorsi che ratifica gli ultimi atti firmati da Morgante. Nel documento si richiede che Valente venga ricollocato altrove dalla Regione, «indicando sin da ora l’ingegner Michele Suriani» per il ruolo di direttore dell’Adsu. Il documento specifica, inoltre, che «soltanto in caso di dichiarata e motivata impossibilità al conferimento dell’incarico richiesto in favore dello stesso, il dott. Marco De Santis» può essere un’alternativa a Suriani.
«Vogliamo sottolineare che la proposta che ci è stata annunciata da dirigenti e vertici dirigenziali della Regione di ritorno alla direzione del dottor Luca Valente, non è supportato dal rispetto delle norme, visto che l’incompatibilità e il conflitto di interessi emergono da vari documenti e sono stati dichiarati dallo stesso ex direttore», scriveva invece Pensa in un comunicato stampa diffuso giovedì, con cui dava notizia di aver inviato il suo «ultimatum» alla Regione per la nomina del nuovo direttore Adsu mancante da settimane, dopo la revoca dell’incarico a Paola Di Salvatore. Intanto, il consigliere regionale del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci torna all’attacco: «Morgante, il suo vice Pensa e l’assessore Francesco De Santis che adesso accusano il loro governo regionale di destra, chiedano scusa agli studenti, all’Università e alla città».
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