Nuovo manager dell’Asl: un’altra fumata nera

17 Febbraio 2016

La giunta regionale rinvia ancora la nomina per i contrasti sul nome di Tordera Le associazioni di pazienti e pensionati: «Serve chiarezza sulla riorganizzazione»

L’AQUILA. Fumata nera, ieri sera, per la nomina del nuovo manager dell’Asl provinciale.

I tentativi di impedire la nomina di Rinaldo Tordera (che era stata di fatto già decisa, ma non formalizzata con una delibera) per il momento hanno ottenuto un rinvio.

La delibera in questione è stata rinviata agli uffici che dovranno verificare se la normativa nazionale consente anche a chi non è inserito nell’elenco degli “aspiranti manager Asl” di essere preso in considerazione oppure no.

D’Alfonso deve considerare da un lato il veto del consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, che si sarebbe messo di traverso rispetto a questa nomina, e dall’altro la sollecitazione in senso opposto da parte del sindaco Massimo Cialente e la necessità di affidare la gestione della sanità aquilana a qualcuno che sappia usare la competenza e l’oculatezza del buon padre di famiglia. La nomina di Rinaldo Tordera, insomma, è in una sorta di salamoia in attesa che la politica decida.

Intanto, mentre a Pescara si discute, sul territorio aquilano comincia a serpeggiare una forte preoccupazione per la riorganizzazione della sanità prevista dal governo.

La sezione dell’Aquila del Tribunale per i diritti del malato, rete di Cittadinanzattiva e le Associazioni dei malati cronici afferma di ricevere «quotidianamente, negli ultimi tempi, telefonate da parte di pazienti che vedono con preoccupazione e delusione gli ultimi sviluppi in merito alla riorganizzazione/declassamento dell’ospedale San Salvatore nell’ambito della riorganizzazione sanitaria regionale. I pazienti sono consapevoli del fatto che un declassamento porterebbe notevole nocumento ai cittadini dell’Aquila che abbisognano di cure, alle loro famiglie e anche a tutti coloro che accedono all’ospedale San Salvatore anche da fuori regione. Infatti, per esempio, molti pazienti provengono dalla provincia di Rieti. Le associazioni dei pazienti desiderano e chiedono di essere consultate per collaborare alla stesura del nuovo assetto sanitario regionale per aver modo di esporre le difficoltà di utenti della sanità, aquilana e non, che hanno sofferto e purtroppo soffrono ancora di difficoltà legate a un tessuto sociale che tenta con difficoltà di ricostruirsi».

La lega pensionati Spi-Cgil Alto Aterno pone alla politica alcune domande: «Verranno prese decisioni coraggiose che riconoscano pari dignità, pari diritti e pari servizi (in questo caso in materia di sanità) anche in zone, come la nostra, con densità di popolazione inferiore alla media nazionale? I distretti sanitari e i poliambulatori, che con tante fatiche sono stati istituiti in precedenza, quale ruolo avranno in futuro? Saranno potenziati per evitarne le molte fragilità? E le tante liste d’attesa per visite, esami e prestazioni specialistiche continueranno ancora a essere un vero incubo per tanti malati? La sanità pubblica è una giusta priorità oppure i cittadini si devono rassegnare alla progressiva, e spesso aggressiva, avanzata dei privati? I ticket continueranno a colpire pesantemente i malati? La riorganizzazione in atto contribuirà a dare delle risposte a queste domande? Questo è quanto la nostra gente si chiede».

©RIPRODUZIONE RISERVATA