Nuovo municipio, danni per 12 milioni di euro

21 Settembre 2016

Il Comune di Avezzano (parte civile) chiede un risarcimento sulla presunta truffa Il pm Cerrato: «I tre imputati vanno condannati». Adesso tocca alla difesa

AVEZZANO. Dirittura d’arrivo con il botto per la vicenda giudiziaria riguardante la costruzione del nuovo municipio di Avezzano, la mega-struttura di oltre 8 mila metri quadrati (con annessi negozi e supermercati) rimasta incompiuta nel quartiere Pulcina. Il pm Maurizio Maria Cerrato, dinanzi al gup, ha chiesto per tre imputati pene di oltre tre anni di reclusione, mentre la parte civile, ossia l’amministrazione comunale, rappresentata dall’avvocato Leonardo Casciere, ha chiesto un risarcimento di oltre 12 milioni di euro. La parola passa adesso alla difesa di Goffredo Mascitti (l’imprenditore legale rappresentante della Irim srl che agiva per il gruppo di imprese che ha proposto gli interventi), Paolo Santoro (l’ingegnere nominato direttore dei lavori dalla Irim) e Massimo De Sanctis (dirigente dell’Urbanistica al Comune di Avezzano) accusati di truffa aggravata in concorso ai danni del Comune. Il collegio di difesa il 28 settembre prossimo illustrerà al gup, Maria Proia, nell’ambito del giudizio abbreviato, le motivazioni tendenti a smontare l’accusa. La vicenda si trascina ormai da oltre 13 anni, quando la giunta comunale, presieduta dall’allora sindaco, Antonio Floris, presentò un progetto per la realizzazione di un edificio nella zona nord della città che avrebbe dovuto ospitare tutti gli uffici comunali e riqualificare il quartiere. Il costo della struttura era stato stimato intorno ai 6,5 milioni di euro ricavabili, in parte, da finanziamenti pubblici. Nel 2007 venne presentata una variante progettuale per migliorare l’edificio ritenuto, allo stato del progetto, carente e dunque non all'avanguardia con i tempi, tanto da farlo risalire addirittura alla giunta presieduta da Mario Spallone. In sede di interrogatorio, ha sostenuto in aula Cerrato, gli imputati hanno dichiarato che i tempi per prendere il finanziamento erano brevi e dunque si decise di presentare un primo intervento per poter accedere ai fondi, consapevoli della inadeguatezza del progetto, che solo 3 anni dopo necessitò di una variante. Secondo la Procura, che all’epoca aprì l’inchiesta, l’operazione avrebbe fatto raddoppiare il costo dell’opera nonostante le assicurazioni dell’assenza di ulteriori aggravi finanziari per il Comune. Nel quadro dell’inchiesta fu rinviato a giudizio l’ex assessore all’Urbanistica, Vincenzo Ridolfi, che è stato assolto perché il fatto non sussiste; sulla decisione del tribunale grava una richiesta d’appello presentata dalla Procura. Nel procedimento compare come imputato anche Luciano Bartolucci, legale rappresentante pro tempore della Irim, per il quale il pm, ieri, ha limitato la responsabilità ai soli aspetti amministrativi, chiedendo la condanna a una sanzione pecuniaria di circa 20mila euro.

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