Nuovo municipio, fumata nera In aula manca il numero legale

AVEZZANO. Nulla di fatto sulla questione Irim: il riconoscimento del debito fuori bilancio di quasi 2 milioni di euro, legato alla vecchia vicenda del nuovo municipio nel quartiere Pulcina, è rimasto...
AVEZZANO. Nulla di fatto sulla questione Irim: il riconoscimento del debito fuori bilancio di quasi 2 milioni di euro, legato alla vecchia vicenda del nuovo municipio nel quartiere Pulcina, è rimasto appeso per mancanza del numero legale. Nel consiglio comunale al castello Orsini, aperto con un minuto di silenzio in ricordo degli ex amministratori Angelo Sabatini e Bruno Altobelli, dove ha debuttato l’assessore Lorenzo De Cesare, al momento della discussione sul lodo arbitrale, i consiglieri di maggioranza, con l’eccezione di Roberto Verdecchia e Antonio Del Boccio, il sindaco, Gianni Di Pangrazio, e il presidente dell’assise, Fabrizio Ridolfi, sono usciti dall’aula. Lo stop alle battute finali del consiglio sarebbe scattato perché la maggioranza vorrebbe giocarsi una nuova carta per abbattere il quantum da pagare a Irim. In apertura, invece, Di Pangrazio ha ripercorso le tappe sull’emergenza Covid e annunciato un nuovo summit dei sindaci aperto alle associazioni di categoria su sanità e attività produttive. Approvato all’unanimità il piano di intervento del fondo ministeriale per la lotta alla povertà e all’inclusione sociale (triennio 2018-2020), con un plauso al settore sociale guidato da Maria Laura Ottavi: il finanziamento, attraverso la Regione, ha portato nelle casse del Comune (ambito 3) 267mila euro destinati ai percettori del reddito di cittadinanza: 1.492 famiglie. «In questa fase pandemica», ha detto il vicesindaco Domenico Di Berardino, «è un dovere aiutare che vive in condizioni di grande difficoltà economiche». Una quota parte dei fondi sarà destinata all’inserimento sociale. «Questa è la strada giusta», ha sottolineato il consigliere Ignazio Iucci, «perché non si limita all’assistenzialismo ma, attraverso i tirocini formativi, si spera che qualcuno trovi lavoro». Il consigliere Tiziano Genovesi ha lanciato la proposta di devolvere gli emolumenti al fondo per la povertà: proposta «demagogica» per la maggioranza, che ha invitato chi vuole dare un sostegno ai poveri «a usare il conto corrente aperto dal Comune». Pollice verso anche alle mozioni della collega Lorenza Panei per l’istituzione di un fondo per sostenere le famiglie che non possono acquistare un computer e sulla riduzione della Tari: Patrizia Gallese e Loreta Ruscio, assessori all’Istruzione e al Bilancio, hanno ricordato il bonus del governo, nonché l’impraticabilità del taglio della Tari rispetto alla mozione. «Il Comune», ha spiegato Ruscio, «ha già messo in programma la riduzione della parte variabile della Tari, per un valore del 25%, alle attività produttive che hanno subìto danni dall’emergenza sanitaria».
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