Nuovo municipio, raid vandalici Stimati danni per 300mila euro

AVEZZANO. Danni per 300mila euro al nuovo municipio. Il Comune ha chiesto un risarcimento alla società Irim che ne deteneva la custodia. Al riguardo è stata fissata dal giudice Roberta Mastropietro...
AVEZZANO. Danni per 300mila euro al nuovo municipio. Il Comune ha chiesto un risarcimento alla società Irim che ne deteneva la custodia. Al riguardo è stata fissata dal giudice Roberta Mastropietro l’udienza per l’accertamento dei danni da custodia subiti dall’edificio di via Aldo Moro, un’incompiuta al centro di infinite polemiche.
Il sindaco Gianni Di Pangrazio ha dato mandato all’avvocato Salvatore Braghini di presentare una richiesta di accertamento tecnico preventivo per la stima dei danni che sarebbero stati causati dall’incuria e dallo stato di abbandono del sito. L’udienza prevista per la nomina del consulente tecnico è stata fissata al 13 aprile.
«Il Comune», spiega il consigliere Cristian Carpineta, «ha già incassato un buon risultato nel procedimento sommario attivato per rivendicare l’esigibilità dei crediti risarcitori vantati dal Comune nei confronti del consorzio, così come già accertati nella sentenza penale del 24 novembre 2016 nei confronti delle persone fisiche condannate, e ora, con l’accertamento tecnico intrapreso, mira a ridurre ulteriormente la somma di 1,8 milioni di euro (ora cresciuta a 1,95 milioni, ndc) asseverati in sede arbitrale a favore dell’Irim».
L’avvocato Braghini ha allegato una relazione tecnica, a firma dell’ingegner Renato Giorgetti e dell’architetto Paolo Petricca, quali professionisti incaricati dal Comune insieme al calcolo dei danni riscontrati nel sopralluogo, provvisoriamente stimati in 300mila euro. Il legale, nel ricostruire la vicenda, ha esposto al giudice che «soltanto in data 15 ottobre scorso l’Irim ha riconsegnato, con intervento dell’ufficiale giudiziario, gli immobili al Comune di Avezzano».
Secondo il Comune «il prolungato stato di trascuratezza ed abbandono e le conseguenti copiose infiltrazioni di acqua hanno determinato rilevanti danni alle porzioni di superfici e alle strutture del piano interrato (che ospita l’archivio e il garage), come anche nella parte di edificio da adibire a nuova sede municipale».
La causa di molti danni, peraltro, è da attribuire ad atti vandalici, «consentite e agevolate dall’inosservanza dei doveri di custodia e sorveglianza». (p.g.)

