Nuovo ospedale, i sindacati: «Altre le priorità da trattare»

La Cgil rilancia l’annosa questione della carenza di personale alla Asl E non convince il ricorso al project financing: «Alto il rischio indebitamento»
L’AQUILA. Fa discutere l’ipotesi, lanciata dall’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, di realizzare un nuovo ospedale all’Aquila: un’opera da 120 milioni di euro, di cui 40 erogati dalla Regione e i restanti 80 a carico di privati, utilizzando lo strumento del project financing. Una proposta che ha scatenato il dibattito, soprattutto tra gli addetti ai lavori. I sindacati da tempo sollecitano interventi sul personale, la cui dotazione organica è sottodimensionata in tutta l’Asl: all’appello mancherebbero circa 650 unità e altri 120 pensionamenti, non rimpiazzati, arriveranno entro il 2018.
FP-CGIL. «La priorità in questo momento è il personale», ribadisce il segretario provinciale della Fp-Cgil Francesco Marrelli, «e l’aumento dei tetti di spesa da parte della Regione. Prima di pensare ad altri investimenti, serve mettere dentro le strutture sanitarie le persone che garantiscono i servizi all’utenza». Sulla realizzazione del nuovo ospedale, Marrelli chiede l’apertura immediata di un tavolo di confronto, allargato alla cittadinanza. Non convince il ricorso al project financing: «È indubbio che servano spazi nuovi», aggiunge Marrelli, «ma non è detto che si debba ricorrere per forza ai privati. Un tale progetto ha un impatto a lungo termine e si rischia quanto già accaduto in altre regioni, cioè un ulteriore indebitamento per i conti pubblici. Il confronto è necessario per comprendere da subito quali potranno essere i costi di gestione dei servizi del project financing e siamo contrari a qualsiasi azione che possa sottrarre risorse alla spesa pubblica. Tra l’altro», sottolinea Marrelli, «perché non si pensa prima a potenziare l’integrazione tra la struttura ospedaliera e il territorio? E ci piacerebbe sapere quanto si è speso finora per la ristrutturazione del San Salvatore dopo il sisma del 2009».
UGL. Perplesso sul project financing anche Simone Tempesta, segretario provinciale Ugl-Autonomie: «Vorremmo capire bene come verrà attuato e soprattutto di quale entità saranno i costi che negli anni successivi ricadranno sull’Asl. Quanto costa attualmente la gestione del San Salvatore e quanto costerà quella del nuovo ospedale. L’obiettivo primario della Regione dovrebbe essere quello di garantire ai cittadini della aree interne lo stesso accesso ai servizi che viene garantito sulla costa. E per farlo serve il personale adeguato».
UIL-MEDICI. Sulla necessità di investire sul personale ospedaliero concorda il dottor Antonello Fabbri, coordinatore provinciale della Uil-Medici: «L’idea del nuovo ospedale è buona, soprattutto tenendo conto del fatto che quello aquilano ha subìto il terremoto del 2009 e gli interventi di ristrutturazione. Dato che siamo in un territorio ad alto rischio sismico, prima di tutto occorre garantire la sicurezza dei cittadini-utenti e degli operatori. Il percorso sarà lungo e bisognerà anche capire cosa fare dell’attuale complesso, se potrà in parte essere ancora utilizzato e come riconvertirlo. Ma nel frattempo», dice Fabbri, «la dotazione organica risulta insufficiente e il personale ospedaliero sta invecchiando: l’età media è di 56/57 anni».
CISL-SANITÀ. Un ospedale dispersivo, con costi di gestione e manutenzione troppo alti, che andava abbattuto e ricostruito già 20 anni fa. Così il coordinatore della Cisl-Sanità Gianfranco Giorgi descrive il San Salvatore: «L’idea dell’assessore Paolucci è giusta, anche se il progetto non è nuovo. Se n’era parlato dopo il sisma, con un investimento di 100 milioni. Ed è una strada da percorrere, per il futuro. Iniziamo a discuterne da ora, senza dimenticare che il problema più urgente è la carenza di personale e che le nuove assunzioni annunciate dal manager Rinaldo Tordera tamponano, ma non risolvono l’emergenza».
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