Nuovo ospedale, slitta la riconsegna dei lavori

6 Febbraio 2018

E resta l’incognita sulla demolizione della vecchia ala della struttura dichiarata da tempo inagibile

SULMONA. Continua a slittare la riconsegna del nuovo ospedale. Sono passate, infatti, tre settimane dalla data di fine lavori stabilita dall’Asl. La consegna della struttura, inizialmente prevista per gennaio 2016, era stata fatta scivolare al 16 gennaio scorso. Lo aveva stabilito il manager dell’Asl Rinaldo Tordera nella delibera 1422 dell’11 agosto 2017.
In pratica il collegamento tra le due strutture, quella nuova e la vecchia, e la necessità di predisporre arredi medicali e spazi per le terapie ha portato via più tempo del previsto. Resta, invece, ancora un’incognita la demolizione della vecchia ala dell’Annunziata, dichiarata inagibile anni fa. L’ultima variante al progetto risale all’estate scorsa, quando la necessità di uniformarsi a nuove normative europee e interventi emersi in corso d’opera hanno imposto lo slittamento della fine lavori.
La modifica prevede anche un aumento dei costi, che passano dai preventivati 15 milioni e 730mila euro circa agli attuali 17 milioni e 538mila. Come specificato dal direttore dei lavori Donato Romano, Graziano Voltolini per l’appaltatore, e Antonio Ioannucci, responsabile del progetto. La realizzazione dei moduli che dovranno ospitare la nuova struttura si è persa tra lungaggini burocratiche e permessi vari. Da qui, la tabella di marcia che ha accumulato ritardo rispetto agli annunci conseguenti alla prima pietra, posata l’11 dicembre del 2014.
Secondo il cronoprogramma iniziale il primo lotto sarebbe dovuto essere pronto a gennaio 2016. Ha osservato da vicino il cantiere in tutti questi mesi Edoardo Facchini, responsabile regionale del Tribunale per i diritti del malato. «Noi continuiamo ad essere vigili in questa fase e lo saremo anche dopo», precisa. Il nuovo ospedale in acciaio e vetro di ultima generazione, con linee curve che riflettono le montagne circostanti, è stato capovolto dall’architetto Fabrizio Rossi Prodi, col pronto soccorso sul secondo ingresso di via Montesanto.
I prefabbricati metallici, che poggeranno su isolatori antisismici costituiscono la gran parte della struttura, con interni curati nelle finiture e negli spazi. Il primo lotto da 5mila metri quadrati su 4 piani, per 10 milioni di euro, conterrà depositi e reparti. Nel secondo lotto di altri 5mila metri, che sfiora i nove milioni di euro, saranno posizionati locali tecnici e altri ambulatori. Sono 164 i posti letto confermati nella nuova struttura, 35 dei quali nell’ala nuova, coi lavori di mitigazione sismica ultimati più di un anno fa.
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