Nuovo ponte Belvedere, 16 imprese in lizza

29 Dicembre 2020

Al vaglio i requisiti prima della scelta: progettazione ed esecuzione dei lavori per 4,3 milioni di euro

L’AQUILA. Sono 16 le imprese (anche aquilane) che hanno risposto all’avviso del Comune dell’Aquila con il quale a metà dicembre è stata avviata «una preliminare indagine conoscitiva finalizzata all’individuazione di operatori economici in possesso dei requisiti, in grado di eseguire la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori di demolizione e ricostruzione del Ponte di Belvedere». Si tratta in sostanza di un appalto integrato. L’avviso pubblicato sull’albo pretorio il 14 dicembre aveva una prima scadenza il 18, poi prorogata al 21 dicembre. Adesso ci sarà una fase preliminare per accertare se tutte le 16 ditte hanno i requisiti chiesti nell’avviso. Poi si passerà alla scelta dell’impresa che si occuperà sia della progettazione esecutiva che dei lavori. Il progetto definitivo, che sarà alla base di quello esecutivo, era stato messo a punto a tempo di record dalla società mandataria Breng srl e dalle mandanti Mele Engineering, ingegner Fausto Fracassi, ingegner Davide Antioco Porcu, architetto Roberta Spagnoli, architetto Giulio Valerio Mancini, ingegner Emanuele Muselli, dottoressa geologo Federica Durante, ingegner Silvia Placidi. Nella relazione al progetto definitivo si confermava che il nuovo ponte sarà “strallato”.
PONTE STRALLATO. «Quella del ponte strallato» si leggeva «è la soluzione che presenta la massima modernità formale, caratterizzandosi come un forte segno distintivo della città e una vera e propria aerea di belvedere sulla valle. Il costo dell’opera, desunto dal computo metrico estimativo e dedotto da un’analisi strutturale specificatamente prodotta per il modello proposto e integrato, risulta pari a 4.352.824 euro. L’opzione ponte strallato, oltre a essere quella economicamente meno onerosa, garantisce la costruzione del nuovo ponte senza necessità di intervenire sugli edifici sottostanti, senza generare nuovi ostacoli ai sottoservizi cittadini e riducendo notevolmente l’interruzione di via Fontesecco e gli ingombri sulla stessa strada e sugli spazi attigui. Inoltre, la semplicità dello schema strutturale sarà un segno distintivo della città come porta di ingresso al centro storico. Il ponte in progetto risulta composto da una campata unica, 80 metri di luce. L’impalcato, in struttura mista acciaio/calcestruzzo, di larghezza totale di 16,20 metri, è costituito da 2 cassoni su cui viene realizzata una soletta collaborante di 20 centimetri di spessore. Il nuovo ponte è previsto senza pile o sostegno alcuno su via Fontesecco e spazi attigui fatta eccezione per le due fondazioni rispettivamente all’inizio di viale Giovanni XXIII e via Persichetti».
L’ANTENNA. «L’antenna di ancoraggio degli stralli» come da relazione «è, probabilmente, la soluzione che sia sotto il profilo ingegneristico e architettonico, quanto sotto il profilo storico e paesaggistico, meglio risponde all’esigenza di inserire un segnale costruttivo importante, all’interno di un contesto in grande trasformazione».