Nuovo ponte di Belvedere progetto definitivo pronto

Si accelerano i tempi per la demolizione e ricostruzione del cavalcavia Il gruppo dei tecnici ha provveduto a consegnare l’elaborato al Comune
L’AQUILA. Si accelerano i tempi per la demolizione e ricostruzione del ponte Belvedere. Ieri mattina il gruppo di progettazione – Breng srl società mandataria e le mandanti Mele Engineering, ingegner Fausto Fracassi, ingegner Davide Antioco Porcu, architetto Roberta Spagnoli, architetto Giulio Valerio Mancini, ingegner Emanuele Muselli, dottoressa geologo Federica Durante, ingegner Silvia Placidi – ha consegnato al Comune dell’Aquila il progetto definitivo che sarà posto, dall’ente locale, a base dell’appalto integrato. Nella relazione introduttiva vengono illustrati i dettagli dell’opera pubblica.
PONTE STRALLATO. «Il ponte strallato», si legge, «è la soluzione che presenta la massima modernità formale, caratterizzandosi come un forte segno distintivo della città e una vera e propria aerea di belvedere sulla valle. Il costo dell’opera, desunto dal computo metrico estimativo e dedotto da un’analisi strutturale specificatamente prodotta per il modello proposto ed integrato, risulta pari a 3.957.112 euro più Iva al 10% per un totale di 4.352.824 euro. L’opzione ponte strallato, oltre ad essere quella economicamente meno onerosa, garantisce la costruzione del nuovo ponte senza necessità di intervenire sugli edifici sottostanti, senza generare nuovi ostacoli ai sottoservizi cittadini e riducendo notevolmente l’interruzione di via Fontesecco e gli ingombri sulla stessa strada e sugli spazi attigui. Inoltre, la semplicità dello schema strutturale sarà un segno distintivo della città come porta di ingresso al centro storico».
L’ANTENNA. «L’antenna di ancoraggio degli stralli», è scritto nella relazione introduttiva al progetto definitivo, «che svetta dall’estradosso della nuova piattaforma stradale è, probabilmente, la soluzione che sia sotto il profilo ingegneristico ed architettonico, quanto sotto il profilo storico e paesaggistico, meglio risponde all’esigenza di inserire un segnale costruttivo importante, all’interno di un contesto in grande trasformazione. Il ponte in progetto risulterà quindi principalmente caratterizzato da questa antenna inclinata in acciaio ancorata al basamento mediante un incastro posto nel punto di congiunzione antenna-plinto e la stessa sarà montata, previa elettrosaldatura in loco dei singoli conci che la costituiscono. Gli stralli di sostegno dell’impalcato sono costituiti da funi in acciaio ad alta resistenza e sono ancorati in 3 punti all’antenna e ad altrettanti punti sulla struttura in acciaio dell’impalcato. Gli stralli di contrasto, anch’essi ancorati a due punti dell’antenna, terminano all’interno di un piccolissimo vano ricavato nel blocco di fondazione».
OPERE STRUTTURALI. «Il ponte in progetto», affermano i tecnici, «risulta composto da una campata unica, 80 metri di luce. L’impalcato, in struttura mista acciaio/calcestruzzo, di larghezza totale di 16,20 metri, è costituito da 2 cassoni su cui viene realizzata una soletta collaborante di 20 centimetri di spessore. Il nuovo ponte è previsto senza pile o sostegno alcuno su via Fontesecco e spazi attigui fatta eccezione per le due fondazioni rispettivamente all’inizio di viale Giovanni XXIII e via Persichetti. Risulta inoltre collocato esattamente sull’impronta dell’attuale ponte da demolire con raccordi sulla viabilità di testata dello stesso tipo di quelli esistenti attesa anche l’impossibilità di apportare significative variazioni a causa dell’esiguità degli spazi a disposizione. Lo spessore dell’impalcato è stato progettato in modo che possa autonomamente resistere al peso proprio, in modo da poter vararlo in modo abbastanza semplice, mentre il contributo degli stralli è finalizzato a resistere alle maggiori sollecitazioni dei carichi variabili».
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