Nuovo sciopero dei 72 lavoratori

25 Luglio 2018

Oggi la protesta e presto un incontro a Roma con il governo

L’AQUILA. Dopo aver proclamato lo stato d’agitazione, dopo aver scioperato il 6 luglio e dopo aver posto la questione al prefetto, i 72 lavoratori Utr in Abruzzo, impiegati nel cratere sismico per la ricostruzione tornano a mobilitarsi. «Questa volta l’obiettivo», si legge in una nota sindacale, «è incontrare direttamente il governo, con un nuovo sciopero ed un presidio a Roma, per risolvere un problema strategico nazionale, per eliminare l’incertezza lavorativa di chi ha un ruolo fondamentale per la rinascita delle zone che sanguinano ancora dopo il terremoto che devastò il centro Italia». L’Usb- Enti Locali «considera la condizione contrattuale dei dipendenti degli Uffiti territoriali ricostruzione altamente lesiva dei diritti degli stessi. Questi lavoratori, vincitori del concorso pubblico Ripam Abruzzo del 2013 per posti a tempo indeterminato, sono stati contrattualizzati con Comuni che non hanno e non avranno capacità di riassorbimento, prefigurando la condizione risolutiva del rapporto di lavoro nel 2021. Condizione contrattuale che nuoce al buon andamento della ricostruzione post sisma in quanto ha prodotto sin dal 2013 uno stato di incertezza per i lavoratori e per le loro famiglie che ha comportato un vero e proprio “esodo” degli stessi verso soluzioni più tutelate. Inspiegabile è quindi l’inerzia delle Amministrazioni locali e centrali a fronte della suddetta condizione più volte e da anni denunciata dai 72 lavoratori degli uffici in oggetto». «La risoluzione della questione contrattuale dei dipendenti Utr deve essere vista», prosegue la nota, come un problema di pubblico interesse. Come se non bastasse, con la legge di stabilità 2018, il termine succitato del 2021 è stato portato al 2023, di fatto posticipando la risoluzione del problema e quindi aggravando la condizione di incertezza».
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