Occupa il Progetto Case con le due figlie

23 Maggio 2018

La madre 34enne è entrata dalla finestra: sono esasperata, aspetto da un anno la graduatoria. Abbiamo anche dormito in auto

L’AQUILA. È entrata dalla finestra e ha occupato un alloggio vuoto del Progetto Case di Sassa.
«L’ho fatto per le mie figlie, anche loro hanno il diritto di dormire al caldo».
È la storia di una mamma esasperata, rimasta senza casa con due bimbe piccole: ieri, dopo diverse notti passate in macchina e stanca di aspettare, ha deciso di compiere un gesto eclatante, avendo atteso per più di un anno l’assegnazione di uno degli alloggi provvisori realizzati nel post terremoto. Si tratta di una donna aquilana, N.M, di 34 anni, che lavora come addetta alle pulizie, separata con due figlie di 11 e 6 anni.
A gennaio dello scorso anno ha risposto al bando del Comune per l’assegnazione degli alloggi, poi sospeso dall’amministrazione Biondi. «Ero in graduatoria», racconta al Centro, «e speravo di avere presto una casa, per me e le mie figlie. Nel frattempo, ho vissuto con mia madre, eravamo in 7 in 70 metri quadrati. Ma sono nate delle incomprensioni familiari e sono stata costretta ad andarmene. Dopo dieci giorni passati in macchina, e dopo avere sollecitato più volte gli uffici del Comune, ho deciso di fare di testa mia: ho preso le bimbe, sono andata al Progetto Case di Sassa, dove ci sono degli alloggi vuoti, e ne ho occupato uno. Lo tenevo d’occhio da un po’, sapevo che aveva due camere e sono stata anche fortunata: la finestra era aperta, ho dovuto solo sollevare la serranda». La donna ha poi avvisato la polizia municipale, il centralino del Comune e alcuni rappresentanti dell’amministrazione con cui era in contatto: «L’assessore Francesco Bignotti», continua, «era al corrente del mio caso e mi aveva assicurato che presto sarebbe stata firmata l’ordinanza di assegnazione dell’alloggio. Ma i giorni passavano e io ero ormai esasperata. L’ho fatto per le mie figlie e da qui non mi muovo».
Ieri pomeriggio, intorno alle 19, mentre lei era intenta a pulire la casa, tre vigili urbani hanno fatto un sopralluogo nell’appartamento: «Sono stata gentilissimi», aggiunge la donna, «si sono preoccupati di verificare le condizioni delle bambine e hanno scritto un verbale, senza ordinarmi lo sgombero e dopo avere verificato che non ci fossero segni di effrazione. Spero che nelle prossime ore arrivi finalmente l’ordinanza». Intanto, ha ricevuto una bella accoglienza da parte dei vicini: «Mi hanno preparato il caffè», racconta ancora la donna, «facendomi sentire al sicuro. So di aver infranto le regole, ma non sono pentita, lo rifarei mille volte, pur di vedere le mie figlie tranquille e al caldo. E sono pronta a pagare l’affitto, in base alle mie possibilità. Sono sola e lavoro in una ditta di pulizie, ma voglio dare una vita dignitosa alle bambine».
Nei giorni scorsi, l'assessore alle Politiche abitative Bignotti ha annunciato con il sindaco Pierluigi Biondi che presto saranno pubblicati nuovi bandi in grado di dare risposte all'emergenza alloggiativa: nella graduatoria del bando di housing sociale della passata amministrazione, sono rimasti in sospeso oltre 1.000 nuclei familiari.
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