Odissea dopo lo scivolone sul ghiaccio

5 Gennaio 2019

Donna si frattura una gamba a Castel di Sangro, sei ore d’attesa prima del trasferimento a Sulmona

CASTEL DI SANGRO. Era andata dal fornaio per comprare il pane per questi giorni di maltempo, ma all’uscita ha messo il piede su una lastra di ghiaccio ed è caduta. È iniziata, così, ieri a Castel di Sangro, l’odissea di L.M., di 55 anni. La donna, originaria del paese, è caduta alle 12, ma solo dopo sei ore è riuscita a raggiungere l’ospedale di Sulmona e ad essere sottoposta alle necessarie cure. Subito dopo la caduta, la signora non riusciva ad alzarsi, così è stata soccorsa da alcuni passanti e dal panettiere che l’ha assicurata su una tavola di legno a mo’ di barella. Nel frattempo, la figlia della donna, che era con lei, ha chiamato il 118. Dall’altro lato del telefono una voce le ha risposto che l’unica ambulanza disponibile era impegnata a Pescocostanzo. Quindi la corsa in ospedale in auto, con la donna adagiata sempre sulla tavola di legno. All’arrivo a Castel di Sangro, dopo quattro ore di attesa in pronto soccorso e le prime verifiche, alla donna è stata diagnosticata la frattura del femore. Un problema che nell’ospedale sangrino non può essere affrontato, tanto che gli operatori sanitari le hanno comunicato la necessità di trasferirla all’ospedale di Sulmona, dove c’è un reparto di ortopedia attrezzato per interventi e dotato di una sala gessi. Alle 16 è iniziato il viaggio, tra neve e raffiche di vento, fino all’ospedale di Sulmona.
«Quello che è accaduto è assurdo», racconta il figlio, L.D., «prima la mancanza di un’ambulanza e poi l’assenza di un reparto attrezzato in ospedale e infine il viaggio-odissea fino a Sulmona. E se le fosse accaduto qualcosa di più grave?».
L’episodio chiama in causa la spoliazione dei servizi nei territori montani del Centro Abruzzo, dove un’emergenza in caso di maltempo può diventare difficile da gestire. La Asl, interpellata sul caso, ha preferito non intervenire. (f.p.)
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