Ofena, la cava bloccata da cinque anni

Denuncia di Rossi (Cospa): «Tempi lunghi per la riapertura, manca il progetto per il bando di gara»
OFENA. «La cava di Ofena è ferma da cinque anni e non esiste il progetto per un nuovo bando». A denunciare la situazione è Dino Rossi, del Cospa Abruzzo, organizzazione autonoma a tutela degli interessi di allevatori e agricoltori con sede a Ofena, che risponde alle dichiarazioni del neo eletto sindaco, Antonio Silveri, sulla possibile riapertura. «Sono trascorsi cinque lunghi anni dall'esposto presentato dall'ex sindaco Anna Rita Coletti sulla cava al Noe (Nucleo operativo ecologico) di Pescara», spiega Rossi, «ancora non si riesce a venire a capo del bandolo della matassa. I cittadini di Ofena sono stufi di aspettare la verità sulla cava e sulle responsabilità: sono costretti a pagare le tasse più alte d'Abruzzo e molti di loro hanno perso il posto di lavoro e sono in cassa integrazione. Quanto ci costa la cava comunale chiusa?». D'altra parte l'amministrazione ofenese ha dato disponibilità alla Regione nel 2006 del sito della cava per il ripristino dei luoghi con i rifiuti. La cava è al centro di un processo che vede imputate nove persone, scaturito proprio dall'indagine dei carabinieri del Noe su una serie di irregolarità nella gestione della stessa. In particolare, si parla di tentata corruzione, attraverso varie regalie, tra cui un prezioso orologio, nei riguardi dell'ex sindaco e consigliere comunale di minoranza Coletti, della quale è stata accolta la richiesta di costituzione di parte civile. «Pensiamo che l'orologio sia la punta dell'iceberg, visto che trascorsi cinque anni nessuno parla se non velatamente della riapertura della cava di Collelungo, una delle cave più grandi a livello regionale» continua Rossi.
«Dal secondo esposto è scaturita un'indagine svolta dai carabinieri di Capestrano e in particolare dall’ex comandante Nunzio Gentile, da cui emergono fatti inquietanti». Rossi, infine, sottolinea che «per la cava comunale di Ofena non è stato presentato alcun progetto per un nuovo bando di gara dalle varie amministrazioni, quindi non è possibile che la cava presto riaprirà, come ha detto il neo eletto sindaco in alcune interviste. Ci suona anche strano il fatto che le forze di opposizione tacciono. Ofena, poteva essere uno dei paesi più ricchi d'Abruzzo e rischia di scomparire dalla cartina geografica».
Michela Corridore
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