Offese sui social, arrivano le scuse

Messaggio pubblico all’avvocato Casciere da Panetta, nei guai per un commento
AVEZZANO. «Le invio le mie più sentite scuse per aver offeso la sua onorabilità e la sua professionalità con un commento pubblicato su Facebook in seguito alla morte, per un incidente stradale, della giovane Sara Sforza». Inizia così la lettera di scuse indirizzata all’avvocato Leonardo Casciere da Ennio Panetta, il 64enne di Ovindoli finito sotto processo con l’accusa di aver diffamato il legale marsicano “colpevole”, secondo gli imputati, di aver difeso Ayuob Jarrar, il marocchino condannato per l’omicidio stradale della 23enne di Aielli. Fatto accaduto il 2 gennaio del 2020.
La vicenda fece molto scalpore non solo per la perdita di una giovane, ma anche perché il marocchino si era messo alla guida sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti (11 giorni prima, il 22 dicembre del 2019, era stato già denunciato per guida in stato di ebbrezza). L’arresto dell’automobilista era arrivato dopo 5 giorni (successivamente è stato condannato a 4 anni con rito abbreviato). Tanto era bastato per scatenare insulti e minacce sui social contro giudici e difensore.
«Le rinnovo le mie scuse nella consapevolezza che ogni imputato ha diritto di essere difeso, e, pertanto, il mio commento è stato inopportuno e fuori luogo. Con l’occasione porgo le mie scuse anche ai familiari di Sara Sforza che saranno di nuovo costretti a leggere il nome della propria cara sui giornali, riacutizzando un dolore già immenso», conclude Panetta, assistito dall'avvocato Luca Sanità.
Nei guai sono finiti anche Ardito Montagliani (45), Franco Angeloni (49) e Luigia Luccitti (48) di Celano; Gina D’Amore (53) di Aielli; Silvio Gemini (54) e Aurelio D’Errico (48) di Avezzano e Olga Capodacqua (71) di Capistrello. Per Panetta, Angeloni e Luccitti il giudice ha accolto la messa alla prova con l’obbligo di pubblicazione della lettera di scuse e di rimozione degli articoli ritenuti diffamatori.(f.d.m.)
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