Oggetti in oro sottratti e venduti: 4 anni a un dirigente del tribunale

30 Giugno 2023

Condannato in primo grado il 59enne Grippo, all’epoca dei fatti in servizio al palazzo di giustizia di Cassino I materiali preziosi erano custoditi come corpi di reato, perquisizioni dei carabinieri nei negozi Compro oro

L’AQUILA. Era accusato di aver sottratto un bracciale, un orologio e una catena d’oro dall’ufficio “Corpi di reato” e di averli rivenduti. Doveva rispondere del reato di peculato davanti al tribunale di Cassino ed è stato condannato in primo grado a quattro anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Si tratta di Lucio Grippo, 59 anni, dell’Aquila, all'epoca dirigente amministrativo del palazzo di giustizia della cittadina ciociara.
Il pubblico ministero, Marina Marra, al termine della requisitoria, aveva chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi. I fatti risalgono alla fine del 2013. Il dirigente era stato sospeso con un provvedimento del ministero e per lui era stata avanzata nel 2016 la richiesta di rinvio a giudizio. La misura cautelativa della sospensione era stata emessa dopo un’indagine portata avanti dalla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri. Il 59enne aquilano doveva rispondere dell’accusa di peculato in quanto si tratta di un pubblico ufficiale. Secondo l’accusa avrebbe sottratto beni allo Stato per scopi personali. Ad accusare l’uomo pare fosse stata una collega. Dopo il pensionamento del precedente funzionario, infatti, venne incaricata di fare una dettagliata rendicontazione di tutti i corpi di reato presenti nell’ufficio. Al termine dell’inventario si era accorta che qualcosa non andava e che i conti non tornavano. Mancavano, infatti, importanti pezzi in oro di grande valore. Aveva quindi stilato una relazione e l’aveva consegnata ai magistrati. Erano state avviate le indagini e sistemate alcune telecamere nascoste per accertare come, e per colpa di chi, sparissero questi oggetti di grande valore. Erano state anche fatte perquisizioni ai “Compro oro” della provincia dell’Aquila, ad Avezzano e anche in negozi di altri comuni della Marsica, oltre che a Frosinone. Al termine delle indagini era scattata la richiesta di rinvio a giudizio, oltre al provvedimento di sospensione, per il dirigente che ora è stato condannato. A condurre le delicate indagini era stata la polizia giudiziaria coordinata dal procuratore Luciano D’Emmanuele. (p.g.)