Ogni anno 4mila richieste

Soltanto il 20-30% ottiene gli assegni. E in tanti i ricorrono al giudice
AVEZZANO. Sono oltre 4.000 le richieste di invalidità che ogni anno vengono presentate nella Marsica e di queste riescono ad ottenere l’ok della commissione medica il 20-30%. Un esercito di invalidi che cerca il riconoscimento di una pensione, o una indennità di accompagnamento, o ancora il riavvicinamento previsto dalla legge 68 del 1999. L’iter da seguire, però, è abbastanza complesso e solo una minoranza delle richieste arrivano fino all’ultimo passaggio, per poi essere accolte. Si comincia con la presentazione della richiesta tramite il medico di base fino a quando arriva il primo step, cioè la visita preliminare. I medici della medicina legale della Asl costituiscono una commissione che viene però integrata da un rappresentante dell’Inps. Una volta superata la visita, c’è un ulteriore controllo medico dell’Inps che può avallare quanto deciso dalla prima commissione. Si può anche richiedere un ulteriore approfondimento con il richiamano a visita. La questione, anche in caso di bocciatura della richiesta, non è conclusa. Si potrebbe aprire, infatti, un capitolo per il quale la Medicina legale della Asl di Avezzano ha più volte manifestato qualche perplessità. Si tratta dell’iter per i ricorsi al tribunale civile. È la giustizia ordinaria a quel punto a occuparsi di “omologare” con un accertamento tecnico preventivo la situazione del paziente che ha presentato ricorso contro l’operato della Asl e dell’Inps. Durante il procedimento, il giudice è costretto a ricorrere a una consulenza tecnica esterna che fa le proprie e indipendenti valutazioni rispetto a quelle delle precedenti commissioni mediche. È lui che accetta o meno le richieste del ricorrente. A quel punto l’accertamento può essere omologato e se la decisione non viene messa in discussione con una opposizione da una delle parti (Inps e Asl), la decisione è definitiva. Il paradosso è che questi iter legali e giudiziari dovrebbero essere seguiti dai tecnici dell’Inps che però spesso non hanno abbastanza personale che possa soprintendere al procedimento civile. Un’altra incongruenza riguarda anche la scelta dei consulenti. Il codice civile prevede infatti che sia riservato a professionisti con esperienza, ma spesso l’iscrizione all’albo dei consulenti tecnici viene aperta a tutti coloro che hanno requisiti legati al titolo di studio o accademici.
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