Olive con muffa, maxi sequestro

26 Aprile 2015

Erano lavate con acqua del Fucino e finivano in bar e ristoranti della Marsica: tre denunce

TRASACCO. Olive ricoperte da muffe e sottoposte a procedimento di ripulitura e addolcimento con acque del Fucino. Per confezionarle e distribuirle nei locali della zona, poi, venivano utilizzate false etichette. Emergono altri particolari e nuove accuse dall’inchiesta che ha portato i carabinieri del Nas di Pescara in un laboratorio clandestino di Trasacco per il confezionamento di prodotti alimentari. E non è tutto. Perché nello stabilimento sono state sequestrate 15 tonnellate di alimenti vari, dagli olii di varie origini alla frutta secca, fino alle conserve vegetali e al pesce essiccato. Per un valore di due milioni di euro. Le olive erano contenute in fusti di plastica di circa 150 chili ciascuno ed esposte agli agenti atmosferici. L’operazione del Nas è stata portata a termine in collaborazione con i carabinieri di Avezzano, Luco e Gioia, su disposizione della Procura marsicana. Tre le persone denunciate: D.M., pugliese 50enne residente a Luco,e due presunti complici. Gli alimenti, secondo le accuse, non solo erano in un pessimo stato di conservazione ma venivano confezionati irregolarmente. Il laboratorio abusivo, inoltre, era privo dei requisiti igienico-sanitari e strutturali. Le confezioni, sempre secondo le accuse, venivano successivamente etichettate con la denominazione e la sede di una ditta inesistente di Cerignola (Foggia). I militari hanno sequestrato 800 etichette, materiale per il confezionamento e documentazione da cui si evince che lo stabilimento riforniva bar e ristoranti della Marsica. I tre denunciati devono rispondere di frode in commercio e detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione.

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