Ombre sul futuro della Marelli La Regione convoca un incontro

Raccolta la richiesta dei sindacati, allarmati dall’assenza di nuove commesse e dal rischio esuberi Paliani (Uilm): nessun investimento, va affrontata senz’altro la questione degli ammortizzatori sociali
SULMONA. La Regione Abruzzo accoglie la richiesta dei rappresentanti sindacali dei lavoratori della Magneti Marelli di Sulmona e apre a un vertice sul destino dello stabilimento peligno. Il tavolo, programmato per domani alle 15 (ma potrebbe esserci uno slittamento), sarà orientato sulla verifica della situazione industriale e occupazionale della fabbrica peligna. La richiesta di un incontro tra l’ente regionale e i vertici aziendali è stata inoltrata, lo scorso 24 aprile, dalle organizzazioni sindacali, pronte ad avviare un percorso di mobilitazione non solo con la Regione Abruzzo ma anche con il Comune di Sulmona. Già nelle scorse settimane era stato annunciato che la produzione del Ducato andrà avanti fino al 2028. Una data che sembra lontana ma in realtà vicinissima per i lavoratori.
Di nuove commesse non c’è nemmeno l’ombra. Una ulteriore contrazione della produzione che, secondo i sindacati, porterà inevitabilmente al ricorso degli ammortizzatori sociali. Già dal prossimo mese, infatti, i vertici del sito potrebbero richiedere la Cassa integrazione almeno per 80 dipendenti. Un numero importante, sempre secondo i sindacati, che si va a sommare con i cento esuberi annunciati nei mesi scorsi, per i quali l’azienda ha comunque rassicurato le parti, ribadendo che nessun operaio andrà a casa. Sul tavolo della regione le organizzazioni sindacali, approfittando anche della presenza dell’azienda, metteranno principalmente tre richieste. Innanzitutto chiederanno investimenti sull’efficienza dei macchinari e sullo stabilimento per la competitività sul mercato, dal momento che alcuni pezzi meccanici vengono comprati in altre fabbriche e assemblati all’interno della Marelli. Le altre richieste sono quelle di quantificare la forza in esubero nella fabbrica ma anche di chiarire la durata e le conseguenze degli ammortizzatori sociali e come gli stessi si conciliano con i 18 e 20 turni che vengono portati avanti.
«La questione da porre sul tavolo è senz’altro quella degli ammortizzatori sociali ma soprattutto il futuro dello stabilimento», interviene il segretario della Uilm Michele Paliani. «Dire che siamo preoccupati è poco perché non vediamo prospettive di investimento».
Le organizzazioni sindacali tornano a sollecitare, in sostanza, la sicurezza del posti di lavoro per i 480 attuali dipendenti, tutti operai ad accezione di i 47 impiegati. Negli ultimi diciotto anni la fabbrica ha perso circa 500 unità. La Marelli di Sulmona lavora principalmente per Stellantis attraverso la produzione e l’assemblaggio dei pezzi meccanici che poi vengono inviati alla struttura di Atessa. L’assessore regionale al Lavoro, Tiziana Magnacca ha convocato per domani sindacalisti e vertici dell’azienda. Ma non è escluso, stando alle indiscrezioni, uno slittamento del tavolo che potrebbe essere giustificato da una convocazione troppo ravvicinata.
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