«Omicidi stradali, più prevenzione»

26 Novembre 2023

L’Aquila, la mamma di una vittima chiede al Comune un piano per la sicurezza

L’AQUILA. «Chiediamo più impegno e non soltanto in occasione della Giornata mondiale del ricordo delle vittime del traffico stradale». Questo il commento di Erina Panepucci, la mamma di Giuseppe Magnifico, il 21enne che morì nel 2005 vittima di omicidio stradale. L’auto su cui viaggiava, guidata da un suo amico rimasto gravemente ferito, fu travolta da una macchina lanciata a forte velocità. Da quel giorno la vita di Erina non è più la stessa, ma lei ha trovato la forza di trasformare il più grande dei dolori di una madre e metterlo al servizio delle tante famiglie che negli anni sono state toccate dalla stessa «violenza», così come la definisce per non correre il rischio che la morte del suo Giuseppe possa essere derubrica a semplice fatalità. «Quella della violenza stradale è una piaga in crescita che minaccia tutti» spiega Erina, che non ha mai smesso di combattere, anche in qualità di ex vicepresidente dell’associazione Lorenzo Guarnieri, dal nome del diciassettenne fiorentino investito da un uomo che guidava sotto l’effetto di alcol e droga. E si batte mamma Erina perché «le manifestazioni o i monumenti illuminati non salvano nessuno: le prime finiscono, i secondi si spengono. Resta però il dolore, pronto a rinnovarsi alla prossima tragedia. Serve quindi prevenzione, servono leggi e l’impegno concreto da parte dell’amministrazione comunale». La sua delusione è tutta in un commento sotto il post del consigliere d’opposizione Paolo Romano che, in occasione dell’ultima giornata sulle vittime della strada, aveva denunciato la «sparizione dal nuovo Documento di programmazione della giunta Biondi dell’emendamento approvato a marzo dal consiglio sulla necessità di un piano strategico di sicurezza stradale sul modello di quello di Firenze (Piano David) che ha fatto registrare un decremento del 72% delle vittime della strada nel capoluogo toscano». «I familiari delle vittime invitano il Comune a impegnarsi per prevenire altre tragedie» dice Erina. «Per una maggiore sicurezza, per arginare questa violenza non bastano ricordo, parole e promesse. Servono impegno e investimenti». (t.d.b.)
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