Omicron 2, il reparto torna pieno Grimaldi: fare subito la terza dose

28 Marzo 2022

Occupati gli ultimi due posti di Malattie infettive (sui 24 totali), la curva dei contagi è in netta risalita E il primario evidenzia anche la carenza di anticorpi monoclonali per l’assistenza di pazienti fragili

L’AQUILA. C’è carenza di anticorpi monoclonali all’ospedale San Salvatore. La richiesta è in crescita, da parte di pazienti fragili che manifestano la malattia in fase iniziale, ma la Regione ha rallentato la distribuzione nelle Asl. In alternativa, si somministrano gli antivirali, come conferma il primario del reparto di Malattie infettive, Alessandro Grimaldi. La curva dei contagi è in forte risalita (ieri altri 110 casi solo in città), la variante Omicron 2 si è rivelata molto contagiosa e ieri sono stati occupati gli ultimi due posti letto disponibili: «Chi non ha fatto la terza dose», consiglia Grimaldi, «provveda subito».
CARENZA MONOCLONALI
Gli anticorpi monoclonali si sono rivelati efficaci se la terapia viene iniziata entro 5 giorni dal contagio: la somministrazione è indicata per pazienti fragili, come anziani, diabetici, cardiopatici o immunodepressi. All’ospedale dell’Aquila i malati di Covid che rientrano in questa categoria vengono trattati da tempo sia con i monoclonali che gli antivirali: ieri l’infettivologo Grimaldi era in corsia anche di domenica e su tre pazienti sono stati somministrati i farmaci antivirali: «La carenza di anticorpi monoclonali è generale», spiega Grimaldi, «e attualmente riguarda tutte le Asl abruzzesi. C’è tanta richiesta e dalla Regione la distribuzione di fiale si è rallentata. In alternativa utilizziamo gli antivirali, di cui c’è maggiore disponibilità».
RICOVERI IN CRESCITA
Omicron 2 si è dimostrata ancora più contagiosa rispetto alle altre varianti del virus: «C’è la conferma che l’ultima variante si diffonde molto facilmente», sottolinea Grimaldi, «e anche se i sintomi sono per la maggior parte lievi, riscontriamo che per la legge dei grandi numeri molti contagiati purtroppo finiscono in ospedale, in particolare le persone fragili. Nel mio reparto tutti i 24 posti letto sono attualmente occupati. In più», sottolinea Grimaldi, «abbiamo due medici in malattia e quindi siamo in difficoltà per sopperire alle carenze di personale».
LE PREVISIONI
Mancano pochi giorni alla fine dell’emergenza, prevista per il 31 marzo, ma intanto occorre mantenere la prudenza. «Per capire come andrà la curva di questa nuova ondata», aggiunge Grimaldi, «dobbiamo aspettare ancora un po’ di tempo. Ma l’attuale situazione richiede ancora il rispetto delle misure di prevenzione, quindi la mascherina va indossata al chiuso e nelle condizioni di affollamento. E soprattutto, chi non ha ancora effettuato la dose buster, cioè la terza, deve farlo subito. I dati ci dicono che chi ha completato il ciclo, corre meno rischi di contrarre forme gravi della malattia».
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