Onna, chiesa ricostruita adesso tocca alle case

Esponente del governo tedesco verifica lo stato dei lavori dell’edificio sacro Il sindaco Cialente: soldi pronti per i primi aggregati, Onna rinascerà entro il 2019
ONNA. Aveva percorso poche decine di metri lungo via dei Martiri, la strada principale di Onna. Qualcuno gli ha fatto notare che stava passando proprio davanti alla casa nella quale l’11 giugno del 1944 si consumò la strage nazista che costò la vita a 17 persone. Il segretario di Stato tedesco Gunther Adler si è fermato, ha guardato la lapide che ricorda i nomi delle vittime e si è trattenuto in raccoglimento. Si è poi diretto, attraversando un paese ancora spettrale, verso la chiesa parrocchiale restaurata dopo il sisma del sei aprile del 2009 con i fondi (3,5 milioni) del governo federale tedesco. L’omaggio alle vittime del nazi-fascismo e la visita all’edificio sacro ricostruito sono stati i due momenti che hanno legato con il filo rosso della memoria e della solidarietà più di settanta anni di storia e che spiegano meglio di mille parole il perché dell’intervento tedesco a Onna subito dopo il terremoto che, nella piccola frazione, ha provocato la morte di 40 persone e la devastazione del centro storico. La visita di Adler è stato anche un modo per verificare quello che è stato fatto in questi anni e stabilire con le autorità italiane tempi e modalità per chiudere ufficialmente i lavori e restituire la chiesa alla popolazione locale. Ieri mattina a Onna c’erano anche il sottosegretario ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni (che quando era ancora presidente del Fai si impegnò molto per il restauro della Fontana delle 99 Cannelle) e il sindaco Massimo Cialente che ha promesso la sua attenzione per rimuovere gli ultimi ostacoli burocratici (c’è ad esempio ancora un problema con l’Enel per l’allaccio del metano) e fare in modo che tutto proceda nei tempi previsti. Presenti pure il segretario regionale dei Beni culturali Antonio Gagliardo, la soprintendente Alessandra Vittorini e il delegato per i beni culturali dell’arcidiocesi don Domenico Marcocci oltre a tutti coloro che hanno curato i lavori di ricostruzione.
«Il risultato raggiunto con questo restauro», ha affermato la Buitoni, «è un segno di grande affinità tra i due paesi e una dimostrazione di serietà da parte della Germania. Dopo un terremoto tutti sono pronti a dire che aiuteranno ma poi non sempre questi aiuti si vedono concretamente. Sapere che si può contare su amici seri, presenti e capaci di portare a termine il loro impegno, è il primo passo per arrivare alla fine della ricostruzione. Io penso che oggi celebriamo un modo di procedere e non solo la restituzione di un bene. Si tratta di modalità che se potessero essere applicate anche ad altro, probabilmente renderebbero i tempi della ricostruzione più rapidi».
«Abbiamo fatto un buon lavoro qui a Onna», ha commentato Adler, «ma la nostra collaborazione non si ferma qui, parleremo con i partner italiano su come proseguire il nostro impegno per la ricostruzione del paese».
«A breve», ha detto invece il sindaco Cialente, «partiranno anche i primi aggregati della ricostruzione privata, il nostro obiettivo è quello di restituire Onna ai suoi cittadini nel 2019». «Finalmente possiamo avere di nuovo fiducia e speranza nel futuro», ha sottolineato Franco Papola, presidente di Onna Onlus.
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