Onna, nella sede di Alice onlus installato il defibrillatore

L’AQUILA. A Onna, nella sede di Alice Abruzzo onlus, associazione impegnata nel sostegno ai persone colpite da ictus cerebrale, è stata inaugurata una postazione salvavita con defibrillatore...
L’AQUILA. A Onna, nella sede di Alice Abruzzo onlus, associazione impegnata nel sostegno ai persone colpite da ictus cerebrale, è stata inaugurata una postazione salvavita con defibrillatore semiautomatico esterno, che sarà a disposizione di tutta la frazione.
L’installazione s’inserisce all’interno della campagna di sensibilizzazione cittadina denominata “L’Aquila Città Cardioprotetta”, promossa dall’associazione Azimut, ed è stata possibile grazie al contributo fattivo delle associazioni impegnate sul territorio di Onna, Alice Abruzzo e Bcc Roma-filiale dell’Aquila.
Presenti, tra gli altri, il vicesindaco dell’Aquila Raffaele Daniele, il consigliere regionale Americo Di Benedetto e il direttore della Bcc Roma-filiale dell’Aquila Gianni De Paulis.
«Siamo orgogliosi di aver contribuito alla realizzazione di un ulteriore defibrillatore pubblico che già da oggi è a disposizione della cittadinanza», commentano dall’associazione Azimut. «La sinergia virtuosa che si è innescata grazie all’impegno di privati cittadini, associazioni, enti e Comune dell’Aquila ha nuovamente consentito di aggiungere un anello alla catena della vita e, pertanto, ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile la riuscita dell’iniziativa. Qualche anno fa», proseguono i promotori dell’iniziativa, «con tanti sogni e poche risorse, ci siamo messi in cammino per costruire una rete di defibrillatori pubblici nel nostro territorio al fine di contrastare il fenomeno della morte improvvisa da arresto cardiaco. Questa epidemia silenziosa, secondo le stime del ministero, coinvolge in Italia circa 60.000 persone che ogni anno muoiono di arresto cardiaco in ambiente extra ospedaliero: casa, ufficio, palestra, scuola. Nonostante le difficoltà, grazie al senso di responsabilità di tanti concittadini, il territorio è passato dall’avere zero defibrillatori pubblici all’averne oltre 20».

