Onna, ricette e orti per raccontare i mesi di vita in isolamento

1 Settembre 2020

Nel “Diario di una quarantena” di associazioni e giovani  la riscoperta dei piatti tipici e le immagini delle coltivazioni

ONNA. Come ha vissuto la popolazione di Onna, il paese cancellato dal sisma del 2009 – e i cui abitanti sono ancora in gran parte nelle casette provvisorie – l’emergenza sanitaria e, di fatto, la chiusura quasi totale a ogni contatto con l’esterno? La risposta più logica sarebbe quella che danno un po’ tutti: solitudine, paura e incertezza sulla prosecuzione di una già lenta e faticosa ricostruzione (finora sono pochissime le famiglie tornate nella casa originaria).
Certo c’è anche questo, ma nei mesi più duri del lockdown le associazioni di Onna, in collaborazione con le ragazze e i ragazzi del servizio civile, hanno “raccontato” quasi giorno per giorno la vita di una piccola comunità colpita due volte, a distanza di pochi anni, da vere e proprie catastrofi. Ne è nato un libro, “Onna: diario di una quarantena, tra ricette, orti e giardini” che sarà presentato sabato prossimo alle 18,15 a Casa Onna (al termine di una passeggiata lungo i sentieri intorno al paese). La pubblicazione non raccoglie – come ci si attenderebbe – storie più o meno emozionanti o le solite lagnanze buone per tutte le stagioni, ma ricette gastronomiche e foto. Ne è venuto fuori un coloratissimo volume che parla soprattutto della riscoperta delle “cose buone di una volta”: dai dolcetti della nonna, agli orti che sono da sempre il “marchio” del paese adagiato sul fondo della Conca aquilana e bagnato dalle acque dei fiumi Aterno e Vera (per 15 anni alla fine del Novecento è stata organizzata la Sagra dell’Ortolana). Nei mesi scorsi quegli orti hanno assunto per gli onnesi un ruolo di “salvagente” per la vita “in gabbia” di tutti i giorni. «Questa pubblicazione», scrive nella prefazione la presidente di Onna Onlus Margherita Nardecchia Marzolo, «nasce dal desiderio di testimoniare come la comunità di Onna, ancora impegnata nella ricostruzione materiale e sociale del post-terremoto, ha saputo sopravvivere all’emergenza globale causata dal virus Covid-19. Insieme ai ragazzi del servizio civile, alla Pro loco e al Centro Sociale Anziani, la Onna Onlus ha voluto fissare su carta qualcosa da non perdere, perché parte della nostra anima. Un piccolo libro da guardare, più che da leggere. Storicamente, il nostro paese ha una consolidata tradizione di orti, giardini e cucina popolare. Le strade della vecchia Onna erano sempre rallegrate da fiori e profumi di buono. Durante il confinamento sanitario, agli storici orti di campagna si sono aggiunti, nel villaggio post sisma, nuovi orticelli e giardini: ogni Map ha i suoi, piccoli e ben organizzati; ogni Map è abbellito da fiori che sembrano sfidarsi in una gara di colori. Quelli rappresentati nel libro non hanno un nome, chi vuole riconoscerà il proprio e sarà felice di aver contribuito a rendere meno buio un altro momento storico nella vita del paese. Gli odori delle ricette, i frutti degli orti, il colore dei fiori sono la testimonianza di come, con la ricostruzione in pieno svolgimento, questa sfida sia stata vinta e Onna, il paese vicino al fiume, si avvia verso una nuova vita».
I ragazzi e le ragazze del servizio civile Elisa Piccirilli, Franca Cupillari, Ilaria Barone e Giuseppe De Simone sottolineano: «Onna: diario di una quarantena, tra ricette, orti e giardini” nasce dalla volontà di restare vicino alla popolazione di Onna durante il periodo di chiusura generale. Questa piccola ma significativa pubblicazione raccoglie le ricette cucinate durante la pandemia, le foto dei giardini e degli orti che abbiamo trovato durante la nostra scoperta del paese e che la comunità ha curato con particolare amore e passione. Una piccola testimonianza di come la comunità ha cercato di superare un altro periodo di grande difficoltà». Il progetto grafico del libro è di Vincenzo Ricci.
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