Onna, una rinascita fra tante speranze e mille ostacoli

La Variante sud vicina all’Aterno, un altro depuratore, il giallo del piano di Protezione civile
ONNA. Immaginare oggi come sarà Onna fra una decina di anni, quando forse sarà stata ricostruita, è praticamente impossibile. Il paese cancellato dal terremoto è sempre più un cumulo di macerie e si fa fatica persino a riconoscerne gli antichi contorni. Onna è e sarà, come lo è stata sin dal sei aprile 2009, una sorta di laboratorio, lo specchio di come verrà fatta la ricostruzione dell'Aquila, delle sue frazioni e dei paesi del circondario.
Il borgo al centro della valle aquilana, posizione che gli ha procurato fortune e sventure, dovrà rinascere dalle fondamenta. Sarà una "Nuova Onna" che riavrà le sue vie, i suoi angoli, i luoghi della condivisione e della fede. Ma non riavrà i colori dei muri dove si poteva leggere la storia, gli archi segnati dalle tracce del tempo passato, le stalle basse dove ci si entrava appena, il ripostiglio ricavato fra spuntoni di pietre. Non riavrà soprattuto i suoi 40 abitanti che non hanno visto l'alba del sei aprile, l'alba che ha illuminato vite travolte e spezzate che ancora si trascinano fra mille interrogativi e in un dolore che non trova consolazione. Gli onnesi non rivogliono solo gli edifici. Vorrebbero dare un senso a un borgo affogato nel verde ma da sempre minacciato da scelte a volte obbligate, a volte inspiegabili.
E allora spuntano i problemi. Ce n'è uno che doveva essere risolto già nel luglio del 2009. L'allora commissario Bertolaso in pochi giorni riuscì a far arrivare a Onna un ponte provvisorio che avrebbe dovuto sostituire quello che passa sull'Aterno, danneggiato dal sisma, che collega Onna a Monticchio ma soprattutto porta ai terreni fertili che scendono verso Fossa. I lavori furono bloccati dal Comune e da allora promesse, progetti faraonici, incredibili contorsioni burocratiche. E' un caso da manuale di come non si amministra un Comune, di come si ignorano i bisogni dei cittadini. L'assessore comunale alle opere pubbliche Ermanno Lisi, dovrebbe spiegare agli onnesi perché quel ponte dopo due anni è ancora sbarrato. Ma forse non può, perché dovrebbe confessare troppe colpe.
Ma se non si riesce a fare un ponte di 30 metri di lunghezza e tre di larghezza, è pronto il progetto per la Variante Sud che passerà con un enorme terrapieno a due passi dall'Aterno. Serve la Variante sud? Certo che serve. Ma quando è stato disegnato il percorso il paesaggio fluviale, che è la vera ricchezza di Onna e di tanti borghi dell'Aquilano, è stato semplicemente ignorato.
E allora una risorsa, che potrebbe dare speranza a chi vuole rimanere a vivere in questo che prima del sei aprile era un angolo di paradiso, svanirà presto come neve al sole. «Ma non c'è solo la Variante sud - spiega il presidente della Pro loco di Onna Vincenzo Angelone - a due passi dal fiume una decina di anni fa fu costruito dal Nucleo industriale un depuratore che ha funzionato sempre male, con frequenti fuoriuscite di liquami maleodoranti. All'epoca dopo tante proteste degli onnesi ci fu una promessa: lo elimineremo fra 5 anni al massimo. Invece non solo non è stato eliminato quello ma fra poco ne nascerà un altro di circa 300 metri quadrati che renderà l'aria, nella zona di Masergi, irrespirabile».
E poi il giallo del piano di Protezione civile. Onna, non ha una area di prima accoglienza (vedere il recente elenco diffuso dal Comune), forse perché nel Palazzo municipale c'è chi pensa che il nuovo villaggio fatto di casette di legno pagate dalla Croce Rossa e realizzate dalla Provincia autonoma di Trento, sia di fatto un'area sicura. Forse lo è parzialmente dal terremoto (se dovesse esserci una forte scossa la maggioranza dei residenti non resterebbero certo all'interno dei map), ma ci sono anche i rischi di alluvione e di ogni altro fenomeno naturale che potrebbe mettere in pericolo gli abitanti.
La Onna Onlus - come racconta Marco Carpini - ha inviato al Comune un suo piano di protezione civile in cui vengono indicati luoghi e modalità per la prima accoglienza. L'assessore Roberto Riga ha ricevuto il documento un paio di mesi fa ma lo ha completamente ignorato, nemmeno un cenno di risposta come invece ha fatto la prefettura. Ecco un altro esempio da manuale di quanto chi amministra tiene alla sicurezza degli amministrati. Dunque pur fra cose che si sono concretizzate - grazie a dire il vero alla generosità della Germania - a Onna gli interrogativi sul futuro sono tanti. E quasi tutti per ora senza risposte.
Il borgo al centro della valle aquilana, posizione che gli ha procurato fortune e sventure, dovrà rinascere dalle fondamenta. Sarà una "Nuova Onna" che riavrà le sue vie, i suoi angoli, i luoghi della condivisione e della fede. Ma non riavrà i colori dei muri dove si poteva leggere la storia, gli archi segnati dalle tracce del tempo passato, le stalle basse dove ci si entrava appena, il ripostiglio ricavato fra spuntoni di pietre. Non riavrà soprattuto i suoi 40 abitanti che non hanno visto l'alba del sei aprile, l'alba che ha illuminato vite travolte e spezzate che ancora si trascinano fra mille interrogativi e in un dolore che non trova consolazione. Gli onnesi non rivogliono solo gli edifici. Vorrebbero dare un senso a un borgo affogato nel verde ma da sempre minacciato da scelte a volte obbligate, a volte inspiegabili.
E allora spuntano i problemi. Ce n'è uno che doveva essere risolto già nel luglio del 2009. L'allora commissario Bertolaso in pochi giorni riuscì a far arrivare a Onna un ponte provvisorio che avrebbe dovuto sostituire quello che passa sull'Aterno, danneggiato dal sisma, che collega Onna a Monticchio ma soprattutto porta ai terreni fertili che scendono verso Fossa. I lavori furono bloccati dal Comune e da allora promesse, progetti faraonici, incredibili contorsioni burocratiche. E' un caso da manuale di come non si amministra un Comune, di come si ignorano i bisogni dei cittadini. L'assessore comunale alle opere pubbliche Ermanno Lisi, dovrebbe spiegare agli onnesi perché quel ponte dopo due anni è ancora sbarrato. Ma forse non può, perché dovrebbe confessare troppe colpe.
Ma se non si riesce a fare un ponte di 30 metri di lunghezza e tre di larghezza, è pronto il progetto per la Variante Sud che passerà con un enorme terrapieno a due passi dall'Aterno. Serve la Variante sud? Certo che serve. Ma quando è stato disegnato il percorso il paesaggio fluviale, che è la vera ricchezza di Onna e di tanti borghi dell'Aquilano, è stato semplicemente ignorato.
E allora una risorsa, che potrebbe dare speranza a chi vuole rimanere a vivere in questo che prima del sei aprile era un angolo di paradiso, svanirà presto come neve al sole. «Ma non c'è solo la Variante sud - spiega il presidente della Pro loco di Onna Vincenzo Angelone - a due passi dal fiume una decina di anni fa fu costruito dal Nucleo industriale un depuratore che ha funzionato sempre male, con frequenti fuoriuscite di liquami maleodoranti. All'epoca dopo tante proteste degli onnesi ci fu una promessa: lo elimineremo fra 5 anni al massimo. Invece non solo non è stato eliminato quello ma fra poco ne nascerà un altro di circa 300 metri quadrati che renderà l'aria, nella zona di Masergi, irrespirabile».
E poi il giallo del piano di Protezione civile. Onna, non ha una area di prima accoglienza (vedere il recente elenco diffuso dal Comune), forse perché nel Palazzo municipale c'è chi pensa che il nuovo villaggio fatto di casette di legno pagate dalla Croce Rossa e realizzate dalla Provincia autonoma di Trento, sia di fatto un'area sicura. Forse lo è parzialmente dal terremoto (se dovesse esserci una forte scossa la maggioranza dei residenti non resterebbero certo all'interno dei map), ma ci sono anche i rischi di alluvione e di ogni altro fenomeno naturale che potrebbe mettere in pericolo gli abitanti.
La Onna Onlus - come racconta Marco Carpini - ha inviato al Comune un suo piano di protezione civile in cui vengono indicati luoghi e modalità per la prima accoglienza. L'assessore Roberto Riga ha ricevuto il documento un paio di mesi fa ma lo ha completamente ignorato, nemmeno un cenno di risposta come invece ha fatto la prefettura. Ecco un altro esempio da manuale di quanto chi amministra tiene alla sicurezza degli amministrati. Dunque pur fra cose che si sono concretizzate - grazie a dire il vero alla generosità della Germania - a Onna gli interrogativi sul futuro sono tanti. E quasi tutti per ora senza risposte.
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