Operai morti in autostrada L’investitore va a processo

5 Marzo 2020

Un pensionato di 84 anni è accusato di omicidio colposo: fu colto da un malore I legali hanno chiesto il proscioglimento, decisive le perizie disposte dal giudice

AVEZZANO. Con la sua auto si schiantò contro un mezzo fermo sull’autostrada, dove alcuni operai stavano eseguendo lavori di manutenzione, causando la morte di due di loro e della moglie che gli viaggiava accanto. Con l’accusa di omicidio colposo, l’automobilista è stato rinviato a giudizio davanti al tribunale di Avezzano. Leonardo Antonio Cera, 84 anni, di Foggia, che era alla guida della sua auto sull’A25, tra i caselli di Avezzano e Celano-Aielli. L’incidente fu causato da un malore che colpì l’anziano. Persero la vita Aurelio Olarini, 59 anni, di Avezzano, che morì al pronto soccorso dopo qualche ora dallo schianto, Lucio Battaglia, 50enne di San Benedetto dei Marsi, morto nel reparto di rianimazione dell’ospedale, e la moglie dell’anziano, Domenica Martini, 77enne residente a Roma. Nel tragico impatto rimase gravemente ferito anche l’autista del camion della società Strada dei Parchi, Raffaele Spadaro, 65 anni, di Venere di Pescina.
Il violento schianto avvenne il 12 agosto del 2015 e le sfortunate coincidenze furono diverse. Proprio nell’attimo in cui il mezzo da lavoro si era fermato sulla corsia di emergenza, dando il tempo agli operai di scendere, il conducente della vettura fu colto da malore.
Il gup del tribunale di Avezzano, Maria Proia, ha rinviato a giudizio l’84enne pugliese che dovrà comparire davanti al giudice monocratico del tribunale di Avezzano il 14 ottobre prossimo.
L’imputato, difeso dagli avvocati Angelo Pio Gaggiano e Giuseppe Scarano del Foro di Foggia, secondo la ricostruzione dell’accusa, mentre era alla guida di una Toyota venne colto da una emorragia cerebrale provocata da un ictus. L’uomo, sempre stando alla ricostruzione, perse conoscenza e invase la corsia d’emergenza sull’A25, nel punto dove era fermo da alcuni secondi il mezzo di Strada dei Parchi, impegnato in interventi di manutenzione di ordinaria amministrazione.
La difesa dell’uomo ha chiesto il proscioglimento dell’imputato sostenendo che l’incidente era stato provocato da un malore e che l’anziano, dopo l’ictus, non era in grado di intendere di volere.
Il perito Cristian D’Ovidio, nominato dal giudice per stabilire le sue capacità, ha invece evidenziato che l’84enne è attualmente nelle facoltà di sostenere il processo e che il malore non ha provocato danni irreparabili. Il pubblico ministero aveva nominato un perito tecnico, Cristiano Ruggeri, che ha evidenziato come sull’asfalto non fossero state trovate tracce di frenata.
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