«Operai sfruttati», 18 verso il processo

14 Novembre 2018

Chiesto il rinvio a giudizio di imprenditori e reclutatori di manodopera: addetti taglieggiati per lucrare guadagni illeciti

L’AQUILA. Sono diciotto le persone per le quali il pm ha chiesto il rinvio a giudizio nell’inchiesta sul presunto sfruttamento degli operai nei cantieri della ricostruzione. Il reato più grave è quello dell’intermediazione illecita. Contro gli imputati l’associazione Codici (che tutela le vittime di usura ed estorsione), ha ottenuto dal gup, tramite l’avvocato Giorgia Balestrazzi, di essere parte civile. Il gup ha disposto la trascrizione delle intercettazioni. Prossima udienza il 20 febbraio 2019. Secondo accuse, ancora tutte da dimostrare, alcuni degli imputati, approfittando della situazione di disagio economico degli operai, facevano attività di intermediazione reclutando manodopera a basso costo a Caserta da impiegare per lavori di posa in opera di intonaci, tinteggiature, pavimentazioni e cappotti esterni in diversi cantieri aquilani. La Procura contesta la continua violazione di norme sugli orari di lavoro, ferie e riposo settimanale al punto da esporre gli operai a pericoli per la loro salute «formando, tra l’altro, falsi attestati relativi a corsi di formazione per le specifiche lavorazioni». Questo reato (603 bis, codice penale) è contestato a Michele Bottalico, geometra, pugliese, ma residente a Nereto (Teramo), Pietro Cavagnuolo, casertano, operaio, Giovanni Di Pasquantonio, di Valle Castellana (Teramo), amministratore della società Edil Montestella, Salvatore Tessitore e Vincenzo Tessitore, imprenditori, Raffaela Testa, casertana, dirigente della società dei Tessitore, Antonio Villamarino, operaio. Gli altri imputati, coinvolti a vario titolo, ma con accuse diverse e più defilate, sono Luigi Lama, Antonio Marrandino, Francesco Marrandino, Giuliano Marrandino, tutti della provincia di Caserta, ma residenti a Castel di Sangro; Arturo Narducci, teramano di nascita e residente a Poggio Picenze, direttore generale della ditta Taddei; Sabatino Sette, aquilano, geometra della ditta Taddei; i titolari di questa impresa edile(estranea alle indagini), Carlo Domenico Taddei e Danilo Taddei; Alessandro Spinelli, di Lanciano; Imane Khamriche, marocchino residente a Milano; Gianni Antonio De Laurentiis di Roccascalegna (Chieti). Il pm David Mancini contesta «una sistematica retribuzione svantaggiosa per le maestranze sfruttate in difformità dai contratti collettivi e sproporzionata rispetto alle qualità e quantità di lavoro prestato». «Una vicenda gravissima», dichiara l’avvocato di Codici, Carmine Laurenzano. «Ci sono circa 70 operai che cercavano un lavoro, ma hanno trovato un inferno fatto di minacce, intimidazioni ed estorsione. Chiederemo i danni per quello che hanno dovuto subire le vittime di questa storia, ancora più agghiacciante se si pensa che si inserisce nel dramma del terremoto».
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