Operaio adescato per fare sesso picchiato e derubato: due arresti

10 Novembre 2021

Sono accusati di aver preso di mira un pakistano di 25 anni per rubargli i soldi, documenti e bancomat Una studentessa di Scoppito e un 25enne di Arischia sono finiti ai domiciliari. Si cerca il terzo uomo

L’AQUILA. Sono accusati aver sequestrato e rapinato un pakistano i due aquilani arrestati ieri mattina dai carabinieri. Si tratta di Francesca Sbaffo, studentessa 36enne di Scoppito e Fabio Lorenzetti (25) operaio di Arischia. All’appello, però, manca un terzo complice, che risulta indagato per gli stessi reati. L’ordinanza di custodia cautelare nei loro confronti è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila, Baldovino de Sensi, su richiesta dal sostituto procuratore Simonetta Ciccarelli, titolare dell’inchiesta.
il sequestro
Secondo le accuse, i due avrebbero sequestrato un 25enne di origini pakistane a scopo di rapina. Le indagini sono partite l’estate scorsa, quando la vittima si è rivolta ai carabinieri dell’Aquila per denunciare l’accaduto. Tutto era incominciato quando il giovane pakistano, che lavora regolarmente come operaio edile, era stato avvicinato da una donna che gli aveva prospettato la possibilità di ricevere prestazioni sessuali a pagamento, riuscendo, per gli inquirenti, a carpire notizie sullo straniero, tra cui il fatto che, dopo pochi giorni, avrebbe ricevuto l’accredito dello stipendio. Nei giorni successivi la 36enne aveva quindi invitato l’operaio a raggiungerla all’interno di un’abitazione della periferia aquilana, probabilmente per tendergli una trappola. Durante l’incontro, infatti, i due complici della donna avevano fatto irruzione nell’appartamento e, dopo aver immobilizzato il pakistano, lo hanno minacciato e picchiato. Per impedirgli di chiedere aiuto i due uomini gli hanno distrutto il suo cellulare e poi rubato soldi, documenti e una carta bancomat minacciandolo con un machete pur di farsi rivelare il codice pin. Mentre il primo complice restava a guardia del malcapitato, il secondo uomo e la donna gli hanno quasi svuotato il conto in banca prelevando quanto più denaro possibile in vari sportelli della città. I sequestratori, secondo gli investigatori, avevano progettato di tenere sotto custodia lo straniero fino al giorno dopo, in modo da poter ritirare altri contanti dagli sportelli bancomat, ma durante la notte la vittima era riuscito a fuggire approfittando di un momento di distrazione dei suoi carnefici. Una volta in strada l’operaio era riuscito a richiamare l’attenzione di alcuni residenti che hanno allertato il 112. A quel punto i tre sequestratori si erano allontanati in fretta. Al pronto soccorso dell’ospedale dell’Aquila al pakistano sono stati diagnosticati un trauma cranico e ferite in varie parti del corpo. Per questo il gruppo è accusato anche di lesioni personali, danneggiamento e prelievo non autorizzato con carte di debito. Nell’appartamento teatro del sequestro i militari, coordinati dal capitano Michele Massaro, hanno rinvenuto il machete e altri indizi utili alle indagini. I carabinieri hanno scoperto che l’abitazione era di proprietà della donna che aveva adescato lo straniero, riuscendo in poco tempo a identificare i responsabili del sequestro dopo aver esaminato le relazioni e i contatti della donna. A inchiodarli, però, sono state le immagini del sistema di videosorveglianza del complesso residenziale. I carabinieri sono risaliti anche alle immagini degli sportelli bancomat dove i sequestratori aveano prelevato i contanti. Dalle indagini sono emersi anche pagamenti in diversi esercizi commerciali della città effettuati con il bancomat rubato alla vittima.
L’ARRESTO
Rintracciati all’Aquila e a Prato (Toscana), Francesca Sbaffo e Fabio Lorenzetti sono stati sottoposti ai domiciliari in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Le indagini dei carabinieri dell’Aquila proseguono per acciuffare il terzo indagato che ha concorso nei reati. Gli arrestati sono difesi dagli avvocati Gianluca Racano e Francesco Valentini.
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