Operaio assolto dall’accusa di estorsione

29 Gennaio 2019

Era finito nei guai per la denuncia della moglie di violazione degli obblighi di assistenza familiare

SULMONA. Il giudice per l’udienza preliminare ha assolto con formula piena Giustino Esposito, un lavoratore edile di 51 anni residente a Pettorano sul Gizio. L’uomo era finito davanti al gup accusato dalla moglie A. M. (da cui è separato) di estorsione e di violazione degli obblighi di assistenza familiare. In udienza preliminare Esposito, difeso nel procedimento dall’avvocato Guido Colaiacovo, ha scelto la via del rito abbreviato sicuro dell’infondatezza delle prove raccolte dalla moglie. L’uomo ha raccontato che nell’aprile del 2014, insieme alla moglie, si recò in banca per prelevare circa 100.000 euro dal conto intestato alla donna, ma costituito solo da versamenti provenienti dalla sua attività di lavoratore edile. In quell’occasione la moglie portò di nascosto anche un registratore con cui registrò tutti i momenti dell’incontro.
Ma nella denuncia consegnata in Procura contro il marito, la donna riportò solo le frasi che a suo avviso costituivano la minaccia e non la registrazione integrale che, secondo l’operaio, avrebbe rivelato le sue vere intenzioni. Da parte sua, Esposito ha sempre dichiarato che l’intenzione della moglie era solo quella di sottrargli soldi per rimpinguare il suo conto in banca dopo la separazione dal marito. Esposito infatti ha sempre dichiarato che solo momentaneamente aveva depositato quei soldi su quel conto. Tant’è che dal giudice civile dello stesso Tribunale ha ottenuto anche un sequestro della villa che aveva costruito con lavoro e materiali personali, sebbene fosse stata intestata alla consorte. Quanto al mancato pagamento dell’assegno di mantenimento, il 51enne di Pettorano sul Gizio, si è difeso sottolineando che quanto rimaneva sul conto della moglie (oltre 14mila euro) era molto più che sufficiente per le esigenze dei pochi mesi di mancato versamento. Anche perché in precedenza la moglie gli aveva fatto pignorare altre somme di denaro su un altro conto.
Tutte prove che l’avvocato Guido Colaiacovo ha prodotto nel corso dell’udienza preliminare e del giudizio abbreviato. Prove che alla fine hanno convinto anche il pubblico ministero, Aura Scarsella, la quale si è allineata con la difesa chiedendo l’assoluzione dell’imputato. (c.l.)
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