Operatori turistici: «Senza sci a Natale saremo al collasso»

9 Dicembre 2020

Margadonna (Consorzio Skipass): dal blocco degli impianti gravi danni anche per gli alberghi e le attività commerciali 

ROCCARASO . Impianti di risalita, rifugi e nolo sci chiusi durante le festività natalizie. L’emergenza epidemiologica paralizza il turismo bianco in Alto Sangro con conseguenze pesantissime per l’intero territorio montano. Lo slittamento a gennaio della stagione invernale costituisce per l’Abruzzo interno un colpo mortale all’economia. Ne è convinto Venturino Margadonna, presidente del Consorzio Skipass AltoSangro, che definisce un «disastro annunciato» la decisione del governo di tenere fermi gli impianti. «Nel comprensorio dell’Alto Sangro», spiega Margadonna, «lavorano duemila persone nella stagione invernale, le strutture alberghiere sono 140, le presenze turistiche stagionali sono mediamente 500mila e quelle giornaliere 30mila. Questo basta per intuire gli effetti che sta producendo il blocco degli impianti di risalita, che inevitabilmente coinvolge tutte le attività commerciali. In Alto Sangro ci sono le principali piste sciistiche del Centro-Sud ed è una rovina non poterle aprire, soprattutto nel periodo di massima richiesta. Inoltre ritengo inaccettabile assimilare le stazioni sciistiche alle discoteche e quindi chiudere gli impianti sciistici per arginare i contagi da coronavirus. Mi chiedo cosa cambierà dal prossimo 7 gennaio, quando gli impianti sciistici dovrebbero ottenere l’autorizzazione a entrare in funzione senza particolari cambiamenti rispetto alla situazione attuale che prevede già precise norme di sicurezza».
Uno dei punti fermi del Dpcm è infatti la chiusura degli impianti di risalita per il rischio assembramenti. Aperti invece gli alberghi di montagna dove sarà possibile fare il cenone, ma in camera. Braccia incrociate, dunque, per i tanti operai degli impianti di risalita, stagionali al lavoro in rifugi e alberghi e gli stessi maestri di sci.
«L’apertura degli impianti sciistici rinviata al 7 gennaio», commenta Francesco Di Donato, sindaco di Roccaraso e presidente del Collegio abruzzese dei maestri di sci nonché vicepresidente di quello nazionale «è un duro colpo per l’economia della montagna abruzzese che coinvolge accoglienza, attività commerciali, ristorazione, maestri di sci e tanto altro. Si chiedono ristori importanti per tutte le categorie coinvolte in modo proporzionale ai tempi di chiusura delle stesse. In questo momento, però, bisogna avere un grande senso di responsabilità ed essere concentrati soprattutto sull’aspetto sanitario, vista l’espansione della pandemia. La situazione che si prospetta è di grande incertezza e di difficoltà dal punto di vista economico per tutto il settore della montagna. Il comparto sta subendo danni ingenti che sicuramente avranno lunghi strascichi».
«È importante», conclude, «che la collettività applichi comportamenti rispettosi delle disposizioni governative e degli esperti al fine di ridurre il contagio».
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