«Ora il vero inizio lavori»

12 Agosto 2017

Biondi annuncia l’apertura del cantiere e ironizza sulla «falsa inaugurazione» del 2016

L'AQUILA. Un taglio del nastro in grande stile, con tanto di aperitivo, tartine e brochure illustrative sui lavori di consolidamento di palazzo Margherita, ex sede del Comune. Era il 7 novembre 2016. Accanto all'allora sindaco Massimo Cialente, l'assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, e un nutrito gruppo di autorità, il vicepresidente della regione, Giovanni Lolli, la senatrice Stefania Pezzopane, il vicepresidente di Federcasse, Augusto Dell'Erba, e il presidente Bcc Roma, Francesco Liberati. Comparse di una pièce teatrale, diremmo oggi. Anzi, a dirlo è il sindaco Pierluigi Biondi, che il 4 settembre consegnerà ufficialmente il cantiere dell'ex sede municipale, alla ditta che ha vinto l'appalto, l'Ati formata da Samoa restauri, Sepe e Digimastri costruzioni. I lavori non sono mai iniziati, in quanto mancava l'autorizzazione definitiva del Genio civile. Le ruspe entreranno in azione intorno al palazzo, che è stato solo recintato, tra un mese. Dopo la vera consegna dei lavori.
UNA FARSA. «Altro che posa della prima pietra. È stata solo una rappresentazione scenica e teatrale», dichiara Biondi, annunciando per il prossimo 4 settembre la consegna del cantiere all'Associazione temporanea di imprese che si è aggiudicata i lavori. «I nastri si tagliano quando si fanno davvero le cose: la politica degli annunci è deleteria e inconcludente. È il caso di palazzo Margherita. Dieci mesi fa l'amministrazione comunale ha messo in piedi una cerimonia che suonava come una farsa: la posa della prima pietra, le inaugurazioni, i proclami si fanno solo quando si hanno le carte a posto». Il sindaco aggiunge: «La ristrutturazione del palazzo municipale partirà con notevole ritardo rispetto a quanto annunciato dall'ex sindaco Cialente, ma solo perché non vi era nulla di pronto», dice Biondi, «tranne una passerella per scopi politici».
STOP DI 10 MESI. Dopo la cerimonia del 7 novembre, in cui Comune e ditta esecutrice avevano annunciato la conclusione dei lavori in 500 giorni, tutto è rimasto fermo. Il cantiere è stato solo recintato. E di giorni ne sono passati già 300. Uno stop, secondo quanto appreso dagli uffici tecnici comunali, dovuto all'assenza di alcune autorizzazioni necessarie, compresa la determina definitiva di aggiudicazione. Carte che mancavano al momento della posa della prima pietra, tanto che l'inaugurazione, più volte annunciata, è stata sempre procrastinata, in attesa di nuovi passaggi tecnici. Ma il timore, che ha portato ad annunciare a novembre scorso l'avvio dei lavori, era di perdere i 5 milioni di euro di fondi raccolti dal sistema del Credito cooperativo italiano. Fondi rimasti congelati per otto anni.
SI CORRE. Adesso l'obiettivo è «riconsegnare alla città, nei tempi previsti, il palazzo simbolo della municipalità aquilana», spiega il sindaco. 500 giorni da settembre, come da contratto. «A otto anni e mezzo dal sisma», evidenzia Biondi, «L'Aquila deve riappropriarsi della sua casa municipale, che tra l'altro avrà un'importante funzione di rappresentanza e culturale».
COME SARÀ. Rinnovato e consolidato. Il nuovo progetto archiettonico di palazzo Margherita prevede il recupero degli elementi lapidei, degli affreschi e delle decorazioni. Sul lato ovest del piano terra, vicino alla torre, verrà posizionata una nuova scala per accedere al primo piano. Il porticato diventerà un elemento di distribuzione dell'edificio e sarà chiuso con un sistema innovativo di infissi in acciaio. Per migliorare la resistenza e la duttilità dell'aggregato murario è previsto l'utilizzo di malta a base di calce e armato di rete in fibra di vetro integrato, oltre a un sistema di incatenamento delle colonne e degli archi della corte.
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